Ministero Interni controlla le firme false nella registrazione di 99%-Voce Civica

Il Ministero dell’Interno ha aperto un’inchiesta sull’accusa che il partito 99%-Voce Civica, che partecipa alle imminenti elezioni parlamentari, abbia falsificato una serie di firme nei suoi fogli di registrazione. Secondo il presidente del Corpo di Polizia Jaroslav Spisiak, tutte le 15.000 firme raccolte saranno verificate dopo un primo controllo in cui è emerso che oltre 200 voci contenevano dati falsi. Molti numeri di carta di identità non corrispondono ai nomi di chi ha firmato, e addirittura alcuni non sono più in vita. Spisiak si è rifiutato di entrare nei dettagli, ma ha detto che la Polizia aveva già controllato circa il 70% delle firme.

La Polizia ha agito sulla base di una denuncia ricevuta il 13 febbraio da una donna che ha lavorato alla raccolta firme per la registrazione del partito, dove si descriveva il modo utilizzato per ottenere le firme. Alla persona in questione, il cui nome non è stato fatto, sarebbe stato affidato il compito di raccogliere diverse migliaia di firme in un limitato periodo di tempo. Quando questi ha spiegato a un membro del partito che era un compito impossibile, è stato detto di raccogliere le firme anche “da altre fonti”. Non ci sarebbe stato nulla da temere, le avevano detto, perché c’erano contatti con la Polizia e il servizio di intelligence SIS.

Uno dei leader del partito, Ivan Weiss, ha dichiarato che la Polizia tende a danneggiare la reputazione di 99% e intimidire i suoi simpatizzanti. Il partito si è spinto anche a dire che sospetta che il Ministero dell’Interno, che raccoglie le registrazione dei partiti politici, abbia manipolato i fogli di registrazione, fatto negato con forza dal Ministero. Sono 10.000 le firme necessarie per poter registrar un nuovo partito politico in Slovacchia; 99% ne aveva portato al Ministero circa 15.000.

99% è anche al centro in questi giorni di una polemica, avendo utilizzato il logo Unicef nelle loro pubblicità elettorali senza averne il diritto, cosa per la quale l’organizzazione internazionale si è lamentata. Nella pubblicità, un bambino è mostrato giocare a calcio con una maglia del Barcelona che porta il logo Unicef. «In più di 65 anni della sua storia, l’Unicef non ha mai dovuto affrontare un caso simile», ha detto l’addetta stampa dell’Unicef Anna Benova all’agenzia Tasr, che ha fra l’altro anche deprecato l’uso di bambini in una campagna elettorale del resto piuttosto sporca. Il partito ha chiesto scusa, sostenendo che il logo era presente nella pubblicità in modo non intenzionale.

(Red)

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