A Bratislava il 6 giugno il Daniele Di Bonaventura Trio con i suoni di terre lontane

Lunedì 6 giugno sarà a Bratislava per il primo concerto del 15° festival italiano “Dolce Vitaj” il Daniele Di Bonaventura Trio (Daniele Di Bonaventura – bandoneon, Elias Nardi, oud (liuto arabo) – Ares Tavolazzi, basso), gruppo d’eccezione che si muove tra musica etnica, jazz, tango e classica, il tutto per dare al pubblico una profonda e indimenticabile esperienza sonora e visiva.

Le composizioni che si potranno ascoltare fanno parte della tradizione di terre lontane, dell’America latina, del Medio Oriente, del Nord Africa e del Sud dell’Europa, ogni suono racconta il calore del sole e affascinanti atmosfere senza tempo.

Del concerto abbiamo scritto qualche giorno fa (qui). Ora vi proponiamo una chiacchierata con il leader del gruppo, Daniele Di Bonaventura.


Quando hai iniziato a suonare il bandoneon?

Ho iniziato quasi trent’anni fa, ma sono nato pianista e ho studiato composizione in Conservatorio. La mia passione per il bandoneon è venuta dopo aver ascoltato e visto Astor Piazzolla nel 1986, poi dopo aver finito gli studi accademici ho pensato che mi sarebbe piaciuto ricominciare da capo quasi come se fosse un’altra vita, una nuova rinascita.

La tua musica spazia su diversi generi, dalla classica all’etnica fino al jazz. Dove ti senti maggiormente a tuo agio?

Per me la musica non ha confini, ho iniziato quando avevo otto anni ascoltando i Genesis e i Pink Floyd, poi ho scoperto il jazz, poi ho studiato musica classica e ho scritto musica contemporanea per molto tempo, ho conosciuto il tango, ma nello stesso tempo suonavo nei piano-bar musica leggera. Insomma ho fatto mille esperienze musicali: pertanto quando suono sintetizzo tutte le mie esperienze, ma certamente nel mondo del jazz mi trovo più a casa, perché mi permette di essere libero di reinterpretare e rielaborare in tempo reale qualsiasi composizione; non mi piace mai suonare lo stesso brano allo stesso modo, quindi l’approccio jazzistico ti fa sentire sempre fresco e nuovo.

Hai suonato con tanti musicisti importanti, con chi vorresti ancora collaborare?

Bella domanda 🙂. Mi piacerebbe sicuramente suonare con la London Symphony Orchestra le mie composizioni per bandoneon e orchestra oppure un sogno potrebbe essere suonare con Keith Jarrett, ma purtroppo non è più possibile.  Ma sicuramente non contano i grandi nomi, contano le persone con cui condividi il palco, la cena, un viaggio insieme, sono questi i musicisti con cui adoro suonare, quelli con cui si sta bene insieme al di là della musica.

Cosa ci puoi dire di Elias Nardi e Ares Tavolazzi, che vedremo insieme a te sul palco?

Beh sono due grandi amici nonché grandi musicisti. Ci siamo conosciuti più di dieci anni fa perché io desideravo suonare con un musicista di Oud, ed Elias l’ho conosciuto su MySpace. Poi lui mi propose di suonare con Ares, con il quale condivideva qualche progetto, e io non ho esitato a dire di sì, anche perché Ares è un mito per me e per Elias. Ghimel è un progetto raffinatissimo e molto interessante proprio per le nostre tre culture differenti e per i nostri strumenti, così rari da veder suonare insieme.

Hai composto musica per il film “Torneranno i prati”, di un grande regista come Ermanno Olmi, cosa ricordi di questa esperienza?

Esattamente la musica, almeno per un brano in particolare, l’ha scritta Paolo Fresu, poi un altro brano è stato completamente improvvisato mentre guardavamo l’immagine del film.
Ermanno Olmi è stato di una dolcezza infinita con me, perché si ostinava in studio di registrazione a dirmi che avrei dovuto suonare quella composizione di Fresu da solo. Io non ho potuto che accontentarlo, non sapendo che uso ne avrebbe fatto. Quando il film è uscito nelle sale sono andato a vederlo, come un normalissimo spettatore, ma appena la sala è diventata buia e il film è iniziato con la mia esecuzione in solo di quel brano; mi sono commosso al punto di piangere, sentire la propria versione far da inizio all’ultimo film capolavoro del Maestro Olmi è stato incredibile. E poi che dire, prima della fine del film ha messo i nostri nomi per primi nei titoli di coda. Il più bel regalo che un regista, e che regista, possa fare a dei musicisti!

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Essendo la prima volta che suoni in Slovacchia cosa ti aspetta dal concerto del 6 giugno alla Radio Nazionale Slovacca a Bratislava?

Mi aspetto una calorosa accoglienza e curiosità, perché questo è un Paese di enorme cultura, quindi la musica è sempre tanto importante. Spero che la mia e la musica di Ares ed Elias possa piacere al pubblico, sperando di poter ritornare più spesso anche con altri progetti.

Appuntamento presso la sala concerti della Radio Nazionale a Bratislava!

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Quando: lunedì 6 giugno, ore 19:00
Dove: Radio Nazionale Slovacca, Mýtna 1, Bratislava
Organizzato da: IIC Bratislava
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazioni del posto a questa pagina

Maggiori info: IICdolcevitaj.eu

Foto danieledibonaventura.com

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