
Il Corpo di Polizia di Stato sarà ristrutturato, secondo una legge approvata martedì dal Parlamento. Il testo, presentato dal ministero dell’Interno, prevede innanzitutto una riorganizzazione della struttura di base delle forze di polizia, ma anche la rimozione delle targhette sulle divise della polizia e gli agenti avranno poteri ampliati.
La struttura sarà costituita dal Presidio delle Forze di Polizia, dipartimenti di competenza nazionale e dipartimenti di competenza territoriale. La legge delega al ministro dell’Interno e al presidente della polizia una più dettagliata ripartizione organizzativa dei vari reparti. Il ministero dell’Interno mantiene il potere di istituire o chiudere dipartimenti o reparti, su proposta del presidente del Corpo di Polizia.
Tra le altre cose, gli agenti in servizio non dovranno più indossare le targhette con il nome sulle divise. Secondo il disegno di legge, questa decisione è stata presa a seguito di molti casi in cui i membri della polizia in servizio venivano identificati con le targhette e poi cercati sui social media «subendo diffamazioni e intimidazioni contro loro e i loro familiari». La Slovacchia era l’unico tra i paesi circostanti membri dell’UE a prevedere l’obbligo del nome degli agenti. Sull’uniforme si potrà comunque sempre trovare il numero di identificazione del poliziotto in questione.
La legge prevede, per garantire la sicurezza di persone e luoghi specifici, l’introduzione di un’autorizzazione per vietare il sorvolo dell’area con droni fino a un’altezza di 120 metri. La questione riguarda in particolare strutture governative e statali di alto livello e i relativi massimi rappresentanti (presidente della Repubblica, presidente del Parlamento, primo ministro e presidente della Corte costituzionale).
Ma anche l’uso delle manette le persone che, a discrezione di un medico, devono essere ricoverate in una struttura sanitaria contro la loro volontà, o mettono in pericolo altre persone o la propria vita e salute, la possibilità di utilizzare tecnologie informatiche nella lotta contro l’estremismo e ordinare la chiusura di luoghi pubblici in caso di violazione di massa dell’ordine pubblico o del rischio di violazione.
Alcune delle nuove norme sono derivate dall’introduzione nella legislazione nazionale di regolamenti del Parlamento e del Consiglio europei riguardo le procedure di cooperazione del sistema Schengen nei casi di materia penale, come il monitoraggio di mezzi di trasporto, armi, documenti, carte di pagamento, eccetera.
(Red)
Foto minv.sk

Rispondi