I fedeli slovacchi in pellegrinaggio in San Pietro da Papa Francesco

Circa 2500 pellegrini slovacchi (che secondo Tasr erano oltre 4.000) sono arrivati a Roma sabato per ringraziare il Pontefice della sua visita apostolica dello scorso settembre, accompagnati da una folta rappresentanza della Chiesa slovacca a partire dall’arcivescovo di Bratislava e capo della Conferenza episcopale Stanislav Zvolenský, e poi vescovi, sacerdoti e laici. Presente il cardinale slovacco Jozef Tomko, da una vita in Vaticano dove è prefetto emerito della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e da qualche mese membro più anziano del Collegio cardinalizio.

Incontrando gli slovacchi nell’Aula Paolo VI in Vaticano, Francesco ha detto «Porto nel cuore i nostri incontri del settembre scorso». Ha salutato i fedeli e le autorità intervenute, tra cui il presidente del Parlamento Boris Kollár e il presidente della Corte costituzionale Ivan Fiačan, e inviato a distanza un saluto alla «signora presidente», che ha incontrato sia in Vaticano che in Slovacchia.

Ricordando il viaggio slovacco, uno dei pochi che Francesco si è permesso da quando è scoppiata la pandemia, complici anche i problemi sempre più pressanti all’anca, il Papa ha affermato di avere potuto vedere «come la Chiesa in Slovacchia vive la ricchezza della diversità dei riti e delle tradizioni, come un ponte che unisce l’Occidente e l’Oriente cristiano». «Oggi siete venuti numerosi per ringraziare, ma mi sono reso conto che i pellegrini slovacchi vengono volentieri a Roma: lo vedo nelle udienze generali. Il vostro popolo è molto legato alla sede dei Santi Pietro e Paolo!»

Il Santo Padre ha detto di avere saputo con soddisfazione che «il grande tappeto usato per il palco durante l’incontro con la comunità Rom, a Košice è stato tagliato e distribuito tra le famiglie del quartiere», così da poter «servire per l’accoglienza alla porta di ogni casa». E ha ringraziato gli slovacchi per l’accoglienza «nel contesto tragico della guerra», con le «tante vostre famiglie, parrocchie e istituzioni [che] hanno ricevuto sotto il loro tetto le mamme con i bambini delle famiglie ucraine costrette a dividersi per mettersi in salvo, arrivati con il loro povero bagaglio», «vi esorto a continuare a pregare e lavorare per la pace».

Prima della benedizione che ha concluso l’incontro, Francesco ha augurato ai presenti che «La Madonna dei Sette Dolori, Patrona della Slovacchia, sia per voi la Mamma che sempre vi accompagna nel cammino e vi insegna a consolare e portare speranza».

L’intero discorso del Papa si può leggere qui. Sul sito della Conferenza episcopale è disponibile una galleria fotografica dell’udienza.

Dopo l’udienza papale, i pellegrini si sono spostati nella vicina Basilica di S. Pietro dove hanno partecipato alla Messa. Il giorno dopo, domenica, il programma prevedeva tra le altre cose anche una messa nella Basilica di S. Paolo dietro le mura, e nel pomeriggio la preghiera a S. Cirillo e Metodio nella Basilica di San Clemente, dove Cirillo è sepolto, una funzione guidata dai vescovi Cyril Vasil, eparca grecocattolico di Košice, e Peter Rusnák, eparca di Bratislava.

(La Redazione)

Foto Fb

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