
Lo stop alle consegne di gas a Polonia e Bulgaria comunicato da Gazprom ieri «perché non hanno pagato in rubli», non preoccupa la Slovacchia. Secondo il ministro dell’Economia Richard Sulík, che si occupa anche di energia, la situazione è tesa ma non critica. Anche ieri sono arrivati dalla Russia 60 milioni di metri cubi di gas naturale attraverso l’Ucraina e la Repubblica Ceca. Circa un quarto (oltre 14 milioni di metri cubi) sono rimasti in Slovacchia per il consumo e lo stoccaggio immediati. Sulík ha informato che la prossima rata di gas che la Slovacchia deve pagare scade il 20 maggio, ma lui – che qualche tempo fa si attirò forti critiche per la sua disponibilità al pagamento nella valuta russa – non teme un’immediata cessazione delle forniture.
Il ministro ha detto che il paese sarà pronto a una significativa riduzione delle forniture di gas russe molto prima del 2027, data ultima prevista dall’UE, contando non tanto sul taglio completo dalle forniture russe quando piuttosto dalla diversificazione degli approvvigionamenti, per garantire la sicurezza energetica. Al momento le forniture per le famiglie non corrono rischi, ma potrebbero alzarsi i prezzi regolamentati per l’anno prossimo visto l’incremento record del prezzo del gas sui mercati mondiali. Di una carenza di prodotto potrebbero invece risentirne gravemente le aziende grandi consumatrici, come ad esempio Duslo Sala che con il gas produce fertilizzanti.
Nel frattempo il principale distributore nazionale di gas, la società a partecipazione pubblica SPP, si sta preparando a tutti gli scenari e si è già assicurata un’altra nave cisterna di gas naturale liquefatto (GNL), che arriverà al terminal croato di Krk il 1° maggio. Sono in corso negoziati per altre forniture di GNL da Usa e Mare del Nord.
Da Košice l’altro ieri ha fatto sentire la sua voce sul tema la presidente Čaputová, che incontrando il presidente tedesco Steinmeier ha rimarcato che occorre liberarsi della dipendenza dal gas russo quanto più velocemente possibile. Se Mosca dovesse chiudere all’improvviso i rubinetti, la Slovacchia sarebbe nei guai. Čaputová ritiene fondamentale il rispetto delle condizioni contrattuali da parte della Repubblica Slovacca, ricordando che i contratti prevedono il pagamento in euro.
(Red)

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