
È fallito ieri un nuovo tentativo (il quinto in due anni) di spodestare il ministro dell’Interno Roman Mikulec (OĽaNO). La mozione avviata dal partito socialdemocratico Smer-SD all’opposizione non ha raggiunto il sostegno necessario, e dopo una intensa discussione in aula al voto solo 53 deputati hanno scelto per il licenziamento del ministro. Su 120 deputati presenti, 58 hanno votato contro, sei si sono astenuti e tre non hanno votato.
Mancavano i voti del movimento Sme Rodina, membro della coalizione di governo, che è stato molto critico nei confronti del ministro negli ultimi giorni ma non ha voluto rompere l’accordo di maggioranza. I suoi deputati non si sono presentati in aula al momento del voto, ad eccezione del loro leader e presidente del Parlamento Boris Kollár, che si è astenuo, insieme a diversi deputati del partito liberale SaS, anch’esso membro di maggioranza.
L’opposizione ha criticato il ministro dell’Interno per la sua presunta interferenza diretta in procedimenti penali “viventi”. Il presidente di Smer-SD, Robert Fico, afferma che Mikulec ha comunicato con il presidente della polizia per chiedergli conto dello stato delle indagini su casi specifici. Secondo Fico, il ministro è chiaramente sospettato” di corruzione e ha ordinato la sospensione dell’intervento della polizia in diversi casi di interesse.
Mikulec ha già affrontato altre mozioni di sfiducia, ed è sempre passato indenne. L’ultima volta fu a marzo, quando scoppiò il caso della gestione dei rifugiati. Allora, il ministro affidò a una società privata specializzata in eventi aziendali la gestione della crisi dei profughi al confine con l’Ucraina. Il proprietario della ditta scelta per l’assegnazione diretta di un accordo quadro da 2,5 milioni di euro sarebbe vicino al partito OĽaNO, per il quale ha organizzato la notte elettorale del 2020 (quando OĽaNO ha vinto con il 25% dei voti), e in particolare al premier Heger. Il ministro Mikulec si era difeso dicendo che l’azienda, che ha esperienza con la logistica di grandi eventi, gli era stata consigliata da organizzazioni come l’Ordine di Malta o gli scout, cosa che entrambe le organizzazioni hanno negato.
All’interno della coalizione il ministro non è amato, in particolar modo dal movimento Sme Rodina, che si era unito alle richieste di dimissioni e aveva ipotizzato di votare per la sua estromissione, salvo poi ripensarci.
Dopo il voto Robert Fico, sul quale pende una richiesta di procedimento penale, ha affermato che il suo partito sta già preparandosi per un’altra mozione di sfiducia a Mikulec, sottolineando di avere in serbo “altre cose” per destituirlo. Peter Pellegrini, capo del partito Hlas-SD che da tempo è al primo posto nei sondaggi, ritiene che Mikulec sia il «peggior ministro dell’Interno che la Slovacchia abbia mai avuto» e una vergogna per il paese.
Il partito OĽaNO ha fatto sapere dopo il voto che non c’è miglior apprezzamento dell’operato del ministro dei ripetuti tentativi di licenziarlo da parte della “mafia”. Oggi, spiega OĽaNO in una nota, «la polizia ha le mani slegate, non viene maltrattata e controllata dalla mafia. L’ex tre volte primo ministro [Fico] non è ancora riuscito a venire a patti con questo, e fino ad oggi non ha smesso di diffondere rabbia e confusione».
(Red)
Foto Vlada SR

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