
Mentre cresce in Slovacchia ka preoccupazione per le conseguenze economiche della guerra in Ucraina, gli slovacchi non sono particolarmente disposti a combattere per difendere il proprio paese. Secondo l’ultima uscita del sondaggio ‘Come stai, Slovacchia?‘, condotto dall’Istituto di sociologia dell’Accademia slovacca delle scienze (SAV), dall’agenzia MNFORCE e dall’agenzia di comunicazione Seesame nella prima settimana di aprile appena il 27,5% degli oltre 1000 intervistati sarebbe disposto a prendere le armi per la Slovacchia in caso di confltto.
Le maggiori preoccupazioni degli slovacchi rimangono quelle del mese precedente: l’aumento dei prezzi dell’energia e l’inflazione (88%, un paio di punti in più del mese prima), la crisi economica causata dalla guerra (in crescita dal 77% all’83%), la guerra in Ucraina (78%, in flessione rispetto al precedente 74%). E poi ci sono le ansie per il potenziale scoppio della terza guerra mondiale (73%) e la diffusione della guerra anche in Slovacchia (70%), entrambe con percentuali in leggero aumento.
Ma ci sono anche preoccupazioni tutte interne, come le condizioni del sistema sanitario slovacco (81%) e la continua popolarità in Slovacchia dei gruppi estremisti e anti-sistema (65%).
Dal sondaggio risulta che se ci fosse una guerra in Slovacchia solo il 27,5% degli intervistati sarebbe disposto a combattere, con un 35% di indecisi e un altro terzo (37%) di persone che rifiuterebbero le armi. Cinque anni fa oltre il 50% degli slovacchi si era detto disposto a combattere.
Secondo gli estensori del sondaggio, la bassa volontà di opporsi a un nemico armato potrebbe in parte derivare dalla scarsa fiducia in alcune istituzioni e nello Stato, ma anche da una forte spaccatura geopolitica della popolazione. Tanto che le persone più ben disposte verso le istituzioni sovranazionali, come UE e NATO, sono quelle che più facilmente scenderebbero in guerra a difesa del paese. Il contrario per chi pensa che la Slovacchia dovrebbe schierarsi con la Russia.
(Red)
Foto mod.gov.sk

Rispondi