Non solo l’S-300, la Slovacchia può dare obici e riparare i carri ucraini

Un’operazione tenuta segreta fino all’ultimo momento, quella del sistema di difesa aerea S-300 donato all’Ucraina e annunciata dal primo ministro Heger nel corso del suo viaggio a Kiev venerdì. Un dono di cui si parlava da tempo e che è accompagnato da molte polemiche dei partiti dell’opposizione, in parte per i rischi di lasciare scoperta la difesa slovacca, e in parte per un pericolo di “ingaggio” del paese nella guerra in Ucraina. Il trasferimento del sistema sarebbe durato due giorni secondo l’emittente privata TV Markíza.

L’S-300 PMU della Slovacchia è un sistema di difesa missilistica di fabbricazione sovietica (prodotto nel 1987/89) che utilizza radar mobili, piattaforme di comando e lancio di missili per proteggere da attacchi aerei e missili balistici su una vasta area con un raggio d’azione fino a 75 chilometri (nel caso del PMU). Secondo le informazioni fornite dal governo, il sistema non è mai stato aggiornato e la sua vita operativa sarebbe già scaduta nel 2015. In assoluta autonomia il sistema è capace di tracciare fino a 100 bersagli in contemporanea e di ingaggiarne 30, ed è difficile da localizzare e distruggere in quanto i sistemi di lancio possono essere posti a una distanza dalle piattaforme radar e di comando che può giungere fino a 40 chilometri.

Oltre alla Slovacchia, nella NATO gli S-300 sono in dotazione di Grecia e Bulgaria e sono un pilastro della propria difesa antiaerea di paesi come Cina, India, Egitto, India, Iran, e della stessa Ucraina. Tra i suoi vantaggi. Per convincere gli slovacchi a questo passo, gli americani hanno promesso di inviare in Slovacchia una quarta batteria di Patriot, dopo le tre già installate dalle forze tedesche e olandesi che compongono l’unità di battaglia avanzata della NATO in corso di schieramento nel paese.

Ieri le forze armate slovacche e varie istituzioni, tra cui il primo ministro Heger, hanno garantito la piena funzionalità del sistema inviato in Ucraina, dopo che dalla Russia erano state diffuse notizie che l’armata russa lo avesse distrutto. Notizie e immagini a corredo di tale informazione sono false, ha detto Heger. Il sistema slovacco è arrivato in Ucraina appena giovedì, mentre secondo le autorità slovacche le foto, che si riferiscono a eventi avvenuti in zone diverse del nord-est e del sud-est dell’Ucraina, sono vecchie di due settimane.

Heger, che ha accompagnato nel viaggio la presidente della Commissione UE Ursula von der Lejen e il capo della diplomazia UE Josep Borrell, ha visitato anche la cittadina di Buča a nord della capitale Kiev, mentre ancora si stavano scoprendo nuovi orrori e venivano riesumate le centinaia di salme dalle fosse comuni. Prima del suo viaggio il premier slovacco aveva affermato con chiarezza che la Slovacchia sostiene l’istituzione di un tribunale internazionale per punire i crimini di guerra commessi in Ucraina e che avrebbe offerto al presidente Zelensky un team di esperti per indagare sui crimini di guerra a Buča e in altre città.

Inoltre, Bratislava ha offerto aiuto per esportare il grano dall’Ucraina in treno attraverso la Slovacchia, una operazione che secondo Heger allenterebbe la pressione globale sui prezzi dei generi alimentari visto che oggi i porti ucraini attraverso i quali il grano viene imbarcato sono bloccati. Ha poi informato il presidente ucraino del punto logistico umanitario aperto a Košice, da cui gli aiuti vengono portati in Ucraina, che verrà rinforzato, e offerto la creazione di un team di riforma che aiuterebbe l’Ucraina a soddisfare quanto prima i criteri per l’adesione all’Unione europea.

Ma c’è di più. La Slovacchia potrebbe aiutare l’Ucraina a riparare i carri armati russi e i veicoli militari sequestrati, nonché la tecnologia militare ucraina danneggiata. Finora, oltre all’S-300, gli aiuti militari forniti all’Ucraina si erano limitati a forniture di combustibili e munizioni. Il ministro della Difesa Jaroslav Naď ha confermato che Slovacchia e Repubblica Ceca stanno negoziando con l’Ucraina la potenziale manutenzione della tecnologia militare danneggiata.

Inoltre, la Slovacchia potrebbe fornire sue attrezzature militari pesanti come gli obici “Zuzana” che sono stati gradualmente sostituiti da modelli più moderni.

Slovacchia e Cechia sono poi assolutamente concordi nell’accettare una possibile domanda di adesione alla NATO da parte di Finlandia e Svezia, attualmente neutrali.

Secondo quanto ha dichiarato oggi a Bratislava il primo ministro belga Alexander De Croo, il Belgio è disposto a inviare truppe in Slovacchia in caso di una proposta della NATO per rafforzare ulteriormente il fianco orientale dell’Alleanza. La sicurezza in Europa è una questione collettiva, ha detto De Croo.

(Red)

Foto mosr.sk

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