
Anche nel febbraio 2022 le importazioni hanno predominato sulle esportazioni di beni, e la bilancia commerciale è stata negativa per quasi 259 milioni di euro. A pesare su questo sviluppo è stato soprattutto il sovrapprezzo delle materie prime energetiche acquistate all’estero, come gas naturale, petrolio e prodotti chimici, ma una forte influenza hanno avuto anche gli aumenti dei prezzi delle altre materie prime, secondo quanto riporta l’Ufficio di statistica. Proprio le importazioni della categoria dei combustibili minerali erano quasi due volte e mezzo superiori (+132%) rispetto a febbraio 2021 o anche 2020.
L’esportazione totale di beni a febbraio ha raggiunto il valore di 8 miliardi di euro, con una crescita dell’11,1% su base annua, mentre l’import è aumentato (per il tredicesimo mese consecutivo) del 23,2% a 8,3 miliardi di euro. Si tratta della terza volta dall’indipendenza della Slovacchia (1993) che sia l’export che l’import hanno superato la soglia degli 8 miliardi di euro. Tuttavia, il deficit registrato a febbraio di 258,7 milioni di euro è il quarto consecutivo, mentre un anno prima era stato attivo per 496,4 milioni. Il disavanzo si registra tutto nel commercio con i paesi dell’UE, per un valore di 1,5 miliardi. Al contrario, gli scambi con i paesi extraUE sono in attivo per 1,2 miliardi di euro.
Con dati destagionalizzati, l’esport di febbraio ha raggiunto i 7,8 miliardi di euro, in crescita del 10% su base annua, mentre l’import di beni totale è cresciuto del 22% a 8,3 miliardi di euro, con un saldo in rosso per 475 milioni.
(Red)
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