
La devastazione e i massacri compiuti nella città ucraina di Buča ha sconvolto tutto il mondo. Le notizie di decine di civili uccisi brutalmente, di cadaveri trovati nelle strade e di centinaia di corpi che vengono mano a mano scoperti nelle fosse comuni dopo il ritiro delle forze russe ha provocato intense reazioni anche dalle maggiori autorità slovacche. Sebbene l’attribuzione della colpa di queste uccisioni inumane sembri evidente, la Russia ha negato ogni accusa, sostenendo che il filmato è una messo in scena di Kiev. Una versione cui anche tanti slovacchi si fidano, come appare dai commenti sui social.
La presidente della Repubblica Zuzana Čaputová ha acceso un cero davanti all’Ambasciata dell’Ucraina a Bratislava per commemorare le vittime delle atrocità, dedicando la cerimonia a tutti gli uomini, donne e bambini che non hanno vissuto abbastanza per assistere alla liberazione della loro città dall’occupazione russa.
Il primo ministro Eduard Heger ha condannato gli omicidi sottolineando che le azioni dei soldati russi saranno severamente punite dalla comunità internazionale.
«Questo è ciò che Putin chiama ‘de-nazificazione’ dell’Ucraina. Non è altro che lo sterminio di abitanti innocenti e il compimento di crimini di guerra», ha affermato il ministro della Difesa Jaroslav Naď, osservando che le pratiche di guerra e probabilmente la strategia militare della Russia sta cambiando.
Il vicepresidente della commissione parlamentare slovacca per i diritti umani Peter Pollák ha segnalato di voler convocare una sessione speciale della commissione sugli eventi di Buča. Pollák prevede anche di convocare l’ambasciatore russo in Slovacchia Igor Bratchikov, per il quale ha “molte domande”, tra le quali «come i rappresentanti della Federazione Russa intendono spiegare le atrocità commesse sui civili ucraini», persone che «sono state private dei loro diritti umani, compreso il più basilare: il diritto alla vita».
Appena il giorno prima 4 aprile le autorità avevano con una cerimonia reso memoria della liberazione di Bratislava dalle truppe tedesche, il 4 aprile 1945. In un messaggio su un social media il premier Heger ha scritto: «Oggi commemoriamo l’evento con il quale nel 1945 Bratislava fu liberata dai soldati del 2° Fronte ucraino insieme ai soldati rumeni. L’hanno liberata dai veri nazisti, che hanno commesso terribili atrocità durante la seconda guerra mondiale sulla base di un’ideologia perversa. 742 soldati sovietici furono uccisi nei combattimenti per la nostra capitale. Diamo loro un ricordo. Hanno perso la vita in territorio straniero, lontano dalle loro case. Hanno perso la vita per noi». Heger ha poi proseguito sottolineando che «È una grande ironia della storia il fatto che il presidente russo Vladimir Putin giustifichi un barbaro attacco a un’Ucraina democratica con la cosiddetta “denazificazione”. Una spietata manipolazione della storia per rovesciare il governo democratico ucraino». Infine ricordando che le ideologie totalitarie (nazismo, fascismo e comunismo) hanno ancora i loro seguaci in Slovacchia, il primo ministro ha scritto che «La democrazia è tollerante, libera, ma non deve essere ingenua o clemente verso chi vuole rovesciarla e sostituirla con il totalitarismo. Difenderemo il carattere democratico della Slovacchia. La Slovacchia rimarrà un paese libero per noi e per le generazioni future».
(Red)
Foto Fb/policiaslovakia
Fonte: ria.ru

Rispondi