Previsioni NBS: prezzi alle stelle e rallentamento della crescita del PIL

«Ci aspettiamo per quest’anno un’inflazione media all’8%, mentre per il 2023 stimiamo una crescita dell’indice dei prezzi al consumo dal 10% al 14%». Questo il succo della conferenza stampa di ieri del governatore della Banca nazionale della Slovacchia (NBS) Peter Kažimír, che nel presentare le nuove previsioni macroeconomiche di primavera a medio termine ha sottolineato che ci troviamo in una situazione di “enorme incertezza” e assolutamente nuova. Del resto, il leit-motif delle previsioni è che la guerra in corso rallenterà la ripresa dell’intera economia mondiale, che sta faticosamente uscendo solo ora da due anni di pandemia. Russia e Ucraina sono paesi che esportano una serie di materie prime, e la limitazione della disponibilità di questi prodotti dovrebbe aumentare la pressione sui prezzi globali.

Questo elevato livello di inflazione sarà accompagnato da un indebolimento della crescita economica, causato dal deterioramento della situazione nelle catene di approvvigionamento dell’industria (ad esempio Volkswagen questa settimana ha sospeso la produzione a Bratislava per carenza di semiconduttori), con le complicazioni logistiche già sperimentate nell’ultimo anno, e alla frenata nelle transazioni commerciali con Ucraina e Russia, in particolare per quanto riguarda le importazioni di prodotti energetici, gas e petrolio in primis, senza i quali la Slovacchia rimane a secco.

La crescita del PIL dovrebbe rallentare al 2-3% nei prossimi anni nella migliore delle ipotesi, secondo le analisi di NBS, accompagnata da un picco inflattivo intorno al 10%. Salvo una escalation drammatica della guerra in Ucraina, nel cui caso la crescita del PIL potrebbe addirittura azzerarsi e il conflitto avrebbe un costo notevole per la Slovacchia, stimato in 4-7 punti percentuali del PIL, vale a dire tra 4 a 7 miliardi di euro.

Anche i salari reali subiranno un arretramento, particolarmente a causa dell’andamento previsto dei prezzi dell’energia, che la guerra spinge al rialzo, un fatto che ridurrà la domanda dei consumatori.

Le finanze pubbliche della Slovacchia subiranno gli effetti combinati del rallentamento economico unito all’arrivo dei profughi dall’Ucraina, e la necessità di fornire loro mezzi di sussistenza, denota la Banca centrale, che stima un disavanzo del bilancio statale elevato, compreso tra il 4% e il 6% del PIL. Gli analisti credono che solo una piccola parte dei profughi che rimangono in Slovacchia potrà essere occupata nell’economia nazionale, ma in ogni caso questo sarà un elemento positivo e una grande opportunità per riattivare un mercato del lavoro interno che soffre di gravi carenze di manodopera in molti settori.

Il forte rialzo dei prezzi di energia e generi alimentari avrà conseguenze complicate per alcuni gruppi più vulnerabili della popolazione, (famiglie in stato di povertà, pensionati single, famiglie numerose o famiglie con un solo adulto). NBS raccomanda la forniture di aiuti mirati da parte del governo, che sarebbero un’importante misura sociale ma anche un incentivo per l’indebolimento della domanda.

In realtà, nota NBS, un aumento dell’inflazione e un rallentamento dell’attività economica erano già state previsti, e si sarebbero verificati anche se la guerra in Ucraina non fosse scoppiata, causati tra le altre cose dall’aumento significativo dei prezzi sui mercati mondiali delle materie prime. Tuttavia, l’impatto della guerra moltiplica queste tendenze già in atto.

(La Redazione)

Foto stevepb/CC0
Grafico NBS/ BS

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.