
La pandemia di COVID-19, che da poco ha passato i due anni, ha colpito lo stato mentale delle persone in Slovacchia al punto che un quarto degli intervistati nel sondaggio periodico “Come stai, Slovacchia?” ammettono di credere che il loro stato mentale sia peggiorato. Ad aumentare ancora il problema ci si è messa in queste ultime settimane anche la guerra in Ucraina.
Nel tredicesimo sondaggio dell’indagine Come stai, Slovacchia? (Ako sa máte, Slovensko) che si è svolto dal 24 febbraio al 1° marzo, e che corrisponde alla prima settimana dell’aggressione delle truppe russe in Ucraina con la fuga di migliaia di profughi in Slovacchia, il 30% dei partecipanti ha affermato di soffrire di sentimenti depressivi e stress, mentre solo un quarto del campione non avrebbe provato alcun sentimento negativo. Gli estensori dell’indagine, nata all’inizio della pandemia e realizzata dall’Istituto di sociologia dell’Accademia delle scienze slovacca con MnForce e Seesame, notano che questo tipo di sentimenti, particolarmente presenti nel primo anno di COVID-19 e soprattutto nel corso della seconda ondata, era andato scemando durante il 2021 e solo ora ha ripreso vigore.
La depressione era legata alla paura della guerra in Ucraina e all’arrivo di rifugiati da paesi dilaniati dalla guerra. Il 31% degli intervistati che ha una forte paura della guerra in Ucraina ha provato sentimenti depressivi per la maggior parte del tempo nella prima settimana di guerra, mentre il 23% non ha provato alcun sentimento depressivo. Esperienze simili sono associate ai timori per l’arrivo dei profughi.
Chi ha curato il sondaggio assicura che provare paura o ansia è perfettamente normale in una situazione di guerra come quella nel paese accanto. Ogni tipo di crisi provoca incertezza nelle persone e può innescare una grande costellazione di emozioni dalla rabbia alla disperazione, dall’impotenza all’intorpidimento.
(Red)
Foto t.me/polkazov

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