
Finora sono entrati in Slovacchia dalla frontiera ucraina 269.111 persone. Un flusso che si è molto attenuato negli ultimi giorni: sono 3.700 i profughi arrivati ieri, mentre all’inizio di marzo ne arrivavano oltre tre-quattro volte tanto (ad esempio il 5 marzo ne arrivarono 12.400). Anche per questa ragione gli uffici della polizia per stranieri stanno ricominciando a ricevere le pratiche degli altri cittadini esteri, dopo tre settimane in cui si sono concentrati soltanto sui cittadini ucraini in fuga. Circa 50.000 sono i profughi dall’Ucraina che hanno chiesto protezione temporanea in Slovacchia. E appena 164 (dati di oggi) hanno chiesto asilo nel paese. Tra chi è arrivato in Slovacchi ci sono 907 cittadini russi. Di essi, 115 (13 bambini) hanno richiesto protezione temporanea, e 15 hanno chiesto asilo (4 bambini) in quanto hanno paura di tornare a casa in Russia.
Complessivamente, come certifica l’UNHCR, sono già scappati dall’Ucraina oltre 3,7 milioni di profughi in un mese di guerra, ovvero da quando il 24 febbraio scorso le forze armate russe hanno attaccato il paese. Secondo l’Unicef quasi la metà di loro sono bambini, 1,5 milioni finora. Il grosso delle persone in fuga si sono rifugiate in Polonia, ad oggi oltre 2,1 milioni, e un altro mezzo milione si è diretto verso la Romania.
Circa 360 rifugiati dall’Ucraina avrebbero finora trovato lavoro in Slovacchia, presso datori di lavoro soprattutto della Slovacchia occidentale. Il ministero del Lavoro ricorda che i rifugiati che hanno richiesto protezione temporanea e trovano lavoro non devono chiedere un ulteriore permesso di lavoro. A proposito di posti di lavoro per i profughi, l’Ordine degli avvocati slovacco (SAK) ha istituito un elenco speciale in cui possono registrarsi gli avvocati ucraini interessati a lavorare presso studi professionali slovacchi. Presso le scuole slovacche sono stati inseriti 3.400 alunni dall’Ucraina, la maggior parte nella regione di Bratislava.

Intanto il Parlamento slovacco ha approvato un emendamento per consentire al governo di escludere dalle gare di appalto le società con comproprietari russi.
Le persone con status di protezione temporanea avranno diritto a ricevere un’indennità per i bambini in affido eterofamiliare, come risulta da un regolamento adottato dal governo in risposta all’afflusso di rifugiati dall’Ucraina. L’indennità può essere concessa anche a chi ha chiesto asilo o protezione sussidiaria e ha trovato lavoro.
La Slovacchia ha chiesto aiuto all’Unione europea in relazione alla crisi dei rifugiati, e otto paesi membri hanno risposto alle sue richieste di materiali, in particolare tende e cure mediche. Ha informato di questo il ministro dell’Interno Roman Mikulec durante una visita in Slovacchia del commissario europeo per la gestione delle crisi Janez Lenarčič. Il commissario ha assicurato alla Slovacchia la possibilità di rimborso delle spese sostenute da parte della Commissione europea. Con lui Mikulec ha parlato della fornitura di assistenza alla protezione civile e dell’istituzione di un centro logistico umanitario internazionale, attraverso il quale gli aiuti potranno affluire direttamente in Ucraina. Insieme hanno visitato il polo logistico, il terzo dopo quelli nati in Polonia e Romani, che si trova in località Haniska, vicino a Košice, dove si potranno gestire fino a 1.100 pallet di merci al giorno, ovvero un intero treno o 33 camion. Il centro è costituito da una serie di magazzini dove gli aiuti umanitari inviati dai donatori vengono raccolti e da lì inviati nel territorio ucraino, dove sono necessari. Lenarčič ha sottolineato che finora attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE sono state trasferite in Ucraina 8.000 tonnellate di aiuti umanitari, inclusi alimentari e medicine.
L’Italia ha realizzato un campo profughi da 250 posti (foto sopra) nella città di Michalovce, nei pressi del centro di accoglienza di grande capacità creato nella città della Slovacchia orientale. Le tende perfettamente equipaggiate sono arrivate con una spedizione della Protezione civile italiana e volontari della regione Friuli Venezia Giulia. Dopo alcuni giorni di lavoro, il campo è stato consegnato ieri formalmente alle autorità slovacche dall’Ambasciatrice d’Italia Catherine Flumiani. Il campo è stato oggetto della visita di ringraziamento di una delegazione governativa, con il primo ministro Eduard Heger, il ministro dell’Interno Roman Mikulec e il commissario UE per le emergenze Janez Lenarčič.
Il ministro della Salute Vladimír Lengvarský ha detto ieri che in alcune regioni della Slovacchia dovrebbero essere istituiti centri per fornire assistenza sanitaria ai rifugiati ucraini, in particolare nelle aree a maggiore densità di rifugiati dove i medici locali sono sopraffatti dal carico di lavoro. Il ministero dovrebbe istituire questi centri in collaborazione con le amministrazioni regionali.
Nella sua riunione di ieri, il governo ha approvato un documento per uscire almeno temporaneamente dalla Banca internazionale per gli investimenti (IIB) e dalla Banca internazionale per la cooperazione economica (IBEC), due istituzioni costituite negli anni ’60 e ’70 con il coinvolgimento dell’Unione Sovietica. La decisione, derivata dal conflitto in corso in Ucraina e le sanzioni contro la Russia, deve comunque passare dal Parlamento e dovrà essere firmata dalla presidente Zuzana Čaputová. La mossa è stata coordinata dal ministero delle Finanze slovacco insieme a quelli di Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria.
La Slovacchia è tra i paesi dell’Unione europea che fanno più pressione affinché l’Ucraina ottenga lo status di candidato all’UE il prima possibile, come ha detto il ministro degli Esteri Ivan Korčok, mentre spiegava lo spostamento della sede dell’Ambasciata della Repubblica Slovacca in Ucraina da Kiev a Uzhhorod, la città ucraina appena oltre la frontiera con la Slovacchia. L’ambasciatore slovacco, che era rientrato in patria diversi giorni fa, è partito oggi per Uzhhorod.
(Red)
Foto Fb/policiaslovakia
Fb/ministerstvovnutraSR

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