
Ucraina, Russia, pericoli per la sicurezza in Europa, rafforzamento della difesa sul fronte orientale nell’ambito della NATO, cooperazione militare: questi i principali temi discussi tra il ministro alla Difesa slovacco Jaroslav Naď e il ministro della Difesa statunitense Lloyd Austin ieri a Bratislava. Si tratta della prima visita di un “ministro” della difesa Usa in Slovacchia. «Volevo venire di persona per dimostrare la nostra unità e la forza delle nostre relazioni con la Slovacchia, sia bilaterali che alleate», ha detto Austin dopo l’incontro, ammettendo che un tema particolarmente sentito è stato quello che concerne le attività coordinate bilaterali e multilaterali a sostegno delle capacità di difesa di Kiev in questa guerra non provocata. Gli «ucraini hanno bisogno del nostro aiuto, e noi glielo forniremo», ha sottolineato Naď, che ha ringraziato gli Stati Uniti per la creazione dell’unità di pronto intervento eFP (Enhanced Forward Presence) quale «passo fondamentale nella storia del paese per rafforzare la difesa della Repubblica Slovacca».
I due ministri hanno parlato della necessità di raggiungere gli obiettivi di difesa NATO che nel caso della Slovacchia significa concentrarsi sulle forze di terra e costruire una brigata pesante meccanizzata. E aggiornare gli equipaggiamenti obsoleti ancora in uso alle forze armate slovacche, come i sistemi antiaerei e antimissilistici S300 o i caccia MiG-29 di produzione sovietica o russa. Sul tavolo anche le possibilità per colmare la necessità di difesa del cielo slovacco se Bratislava decidesse di dismettere i suoi MiG-29, fino a quando non arriveranno i nuovi F-16, ha ricordato Naď. I due hanno confermato le discussioni sulla possibile fornitura del sistema di difesa aerea slovacco S-300 agli ucraini.
Su questo punto il governo slovacco fa sapere di essere disposto a fornire equipaggiamento militare, tra cui anche gli S-300, ma solo a condizione di non mettere in pericolo la sicurezza della Slovacchia. Il primo ministro Eduard Heger dopo l’incontro con Lloyd Austin ha sottolineato l’apprezzamento per l’impegno degli Alleati ad aumentare la sicurezza del paese e ha confermato l’arrivo nel giro di pochi giorni dagli Stati Uniti di attrezzature militari che aumentanno le capacità di difesa della Slovacchia. Heger ha ribadito anche sui social che il segretario alla Difesa Usa Austin «mi ha assicurato che negli Stati Uniti abbiamo un forte alleato, che verrà immediatamente in nostro aiuto in caso di attacco e proteggerà i cittadini slovacchi». Parole prese molto sul serio dopo che la Russia ha aggredito la vicina Ucraina, che «dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che Kiev non cada nelle mani di Vladimir Putin».
A questo proposito, dal ministero degli Affari esteri russo arriva un messaggio chiaro, che riguarderebbe anche la Slovacchia: fornire sistemi di difesa aerea all’Ucraina sarebbe un fattore destabilizzante che non porterebbe la pace, ha affermato il ministero di Mosca. Per di più, il ministro Lavrov ha detto che l’esercito russo distruggerà qualsiasi carico militare che entrerà in Ucraina. I sistemi antiaerei S-300 sono ubicati in determinati territori (già membri del Patto di Varsavia) in conformità con accordi intergovernativi che ne vietano la fornitura a paesi terzi.
Intanto il Parlamento della Repubblica Ceca ha approvato la proposta di inviare 600 soldati in Slovacchia, dove gestiranno il comando dell’unità Nato di presenza avanzata in cui opereranno fino a 2.100 soldati di diversi paesi. E proprio oggi il ministro Jaroslav Naď ha ricevuto a Bratislava la ministra della Difesa della Cechia Jana Cernochova, con la quale si è discusso di un allargamento della collaboraziona in tema di difesa per la modernizzazione delle rispettive forze armate e un’espansione delle industrie della difesa. I due ministri di sono scambiati elenchi «non solo delle nostre imprese statali e società per azioni [del settore della difesa], ma anche delle imprese che si occupano di acquisizioni di armamenti da parte sia slovacca che ceca».
(La Redazione)
Foto mosr.sk

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