
Ieri il governo slovacco ha discusso di misure concrete per aiutare gli ucraini. Un disegno di legge omnibus denominato “Lex Ucraina” ha messo insieme una serie di provvedimenti per affrontare le questioni sanitarie e previdenziali dei richiedenti asilo, la possibilità di occupazione in Slovacchia, ma anche questioni più militari come le attività dei soldati della NATO sul territorio nazionale. Inoltre, il governo chiederà aiuti umanitari all’estero per far fronte all’afflusso di ucraini. Il pacchetto di misure sarà in discussione da oggi pomeriggio nella plenaria del Parlamento con una procedura legislativa abbreviata.
Per quanto riguarda la situazione sanitaria dei profughi, tutti dovrebbero poter ricevere cure mediche urgenti fino a giugno entro i primi 30 giorni dall’ingresso nel paese, mentre i richiedenti asilo e chi ha chiesto rifugio temporaneo hanno cure mediche urgenti garantite a tempo indeterminato. Tutti i profughi hanno diritto alla vaccinazione gratuita per COVID-19, con o senza registrazione sul portale korona.gov.sk. Nel caso di seconda o terza dose devono dimostrare di avere ricevuto le dosi precedenti.
Per quanto riguarda il lavoro, gli ucraini possono trovare lavoro più facilmente, e nel settore sanitario i tirocini temporanei possono essere svolti da tutte le professioni mediche, non solo da medici, infermieri e ostetriche, e non solo in ospedale ma anche negli ambulatori. Diverse associazioni di categoria chiedono semplificazioni per poter assumere ucraini, per lo più in occupazioni in cui ci sono molti posti vacanti e poche disponibilità di candidati. Questo il caso di vari settori industriali, ma anche ad esempio del settore del turismo e della ristorazione, dove con la pandemia è calata drasticamente la disponibilità di personale.
Per quanto concerne l’integrazione dei bambini nel sistema scolastico, dal 24 febbraio al 16 marzo sono già stati messi nelle classi slovacche circa un migliaio di bambini ucraini, dalla scuola materna alla scuola superiore, secondo i dati forniti dal ministrero dell’Istruzione.
Le automobili con targa ucraina non dovrebbero pagare la vignetta autostradale, e anche i convogli umanitari dovrebbero essere esenti dai pedaggi. Il governo ha anche deciso di chiedere alla Slovacchia all’estero aiuti umanitari a causa dell’afflusso di ucraini.
Dal mondo delle imprese viene segnalato un problema di non poco conto e che oggi è di grande attualità: le donazioni umanitarie o la prestazione gratuita di assistenza materiale non sono esenti da imposta in Slovacchia: non possono includere questi costi nelle loro spese fiscali e, inoltre, devono pagare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) su questi beni e servizi.
Scostamento di bilancio
Il ministro delle Finanze Igor Matovič aveva anticipato nei giorni scorsi la necessità di una variazione al bilancio statale a causa della guerra in Ucraina. Il ministro afferma che la somma di 500 milioni di euro per tutti i paesi Ue per risolvere la crisi ucraina non è assolutamente sufficiente, si tratta della spesa di soli pochi giorni.

Riorganizzazione degli arrivi
La proposta approvata prevede miglioramenti nel trattamento degli arrivi alle frontiere in modo da rendere più agevole la gestione per i rifugiati e facilitare il lavoro di chi si occupa di loro. Le persone in arrivo verranno divise in tre gruppi. Il primo è composto da coloro che hanno qualcuno che li è venuti a prendere al confine. Il secondo da quelli che viaggiano verso mete più lontane, che verranno trasferite in autobus verso le stazioni di Košice o Michalovce, da dove potranno continuare il viaggio. E poi ci sono le persone che rimangono in Slovacchia e non hanno come spostarsi. Costoro saranno trasferiti in autobus nei centri di gestione di Humenné e Michalovce, dove saranno dati loro i documenti e una richiesta di rifugio temporaneo. Lo Stato si occuperà del loro trasporto e alloggio.
Contributi per l’ospitalità agli ucraini
La Lex Ucraina stabilisce una indennità per l’alloggio di ucraini. Chi accoglie i rifugiati fornendo alloggio gratuito può ricevere dallo Stato un’indennità massima da 500 a 1250 euro al mese, a seconda del numero di stanze fornitee persone accolte. L’indennità consta in sette euro a notte per un adulto e 3,50 euro a notte per un minore fino a 15 anni. I beneficiari possono essere sia persone fisiche che giuridiche, ma anche comuni e regioni. Domande e pagamenti saranno gestite attraverso i comuni.
Oltre 3,1 milioni di profughi, 230 mila in Slovacchia
Fino a ieri erano già oltre 3,1 milioni i profughi scappati dall’Ucraina in guerra, secondo i dati raccolti dall’UNHCR. Quasi 230 mila sono le persone arrivate in Slovacchia dall’inizio del conflitto. Ma il grosso, quasi due terzi del totale, si è spostato in Polonia (1,9 milioni), e altri numeri importanti hanno attraversato le frontiere di Romania (500 mila), Moldova (350 mila) e Ungheria (282 mila).
In Slovacchia più di 33 mila persone hanno già chiesto protezione temporanea, mentre le richieste di asilo sono appena 160. Dal paese sono partiti una quindicina di voli di rimpatrio per due migliaia di persone, soprattutto cittadini di paesi extraeuropei che risiedevano in Ucraina, molti dei quali studenti. Nelle ultime ventiquattr’ore sono passate dai tre valichi della frontiera slovacca orientale oltre 9 mila persone, di cui 4.100 donne e 3.000 bambini.
Agenti, soldati e membri di ong al confine orientale
Secondo il bollettino quotidiano del ministero degli Interni, al confine sono impegnati a dare assistenza ai rifugiati 265 agenti della polizia di Stato, 61 vigili del fuoco, 165 doganieri, 314 soldati, 2 sacerdoti, 202 volontari e 56 membri di forze di polizia straniere (cechi). Sono stati organizzati 81 autobus partiti dalla frontiera con 2.773 persone verso varie località della Slovacchia, e 9 treni speciali con 2.008 passeggeri.
Ieri il ministro degli Interni della Croazia Davor Božinović ha visitato con il ministro slovacco Roman Mikulec il confine slovacco-ucraino per rendersi conto di persona della situazione attuale. La visita si è concentrata in particolare al centro di coordinamento di Sobrance e al valico di frontiera di Vyšné Nemecké. Božinović ha lodato l’aiuto e la solidarietà forniti dalla Slovacchia in prima linea nell’attuale crisi di rifugiati e ringraziato per gli sforzi profusi sia le istituzioni statali che le organizzazioni non governative. Nel suo piccolo, la Croazia ha finora ricevuto 7.000 profughi ucraini, e si aspetta che l’UE si prepari a un ulteriore aumento del numero di rifugiati e quindi a cooperare e coordinare le sue azioni in questa situazione. Il ministro slovacco ha affermato che la Slovacchia sostiene l’ingresso nell’Area Schengen della Croazia il prima possibile.
Ci si occuperà anche del problema del cambio della valuta ucraina, la grivna, che finora ha reso problematica la vita degli ucraini che si sono portati dietro quantità di contanti che però non possono utilizzare all’estero. Il primo ministro Heger e altri capi di governo hanno sollevato la questione con la presidente della BCE al vertice UE della scorsa settimana.
(La Redazione)

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