Profughi ucraini, Bratislava si prepara a tutti gli scenari

La pressione sui confini orientali si è stabilizzata in questi ultimi giorni, e dall’Ucraina adesso arrivano significativamente meno persone rispetto ai primi giorni dell’aggressione russa. Ma l’avanzata militare dell’armata di Putin continua, e non vi sono segni di un rallentamento. Pertanto è necessario che la Slovacchia si prepari ad accogliere molte più persone in fuga dall’Ucraina.

Il sindaco di Bratislava Matúš Vallo venerdì pomeriggio ha annunciato di essere al lavoro per preparare un grande centro di accoglienza temporaneo in città che potrà essere in grado di ricevere migliaia di profughi, se la situazione peggiorasse. Persone che poi in buona parte continueranno il loro viaggio verso altri paesi come già è successo nei giorni scorsi. Il centro divrà fornire la prima assistenza a grandi quantità di rifugiati che giungeranno a Bratislava con mezzi pubblici o mezzi propri, oppure che siano trasferiti nella capitale dal coordinamento governativo presente nell’est Slovacchia. Per attivare capacità di accoglienza per migliaia di persone l’amministrazione della capitale slovacca sta discutendo con i quartieri cittadini e l’ufficio distrettuale, che stanno mettendo a disposizione principalmente edifici esistenti di grande capacità, per i quali si stanno preparando le attrezzature necessarie, ed è già stato chiesto aiuto allo stato per fornire attrezzature da campo oltre a letti, materassi, coperte, armadietti eccetera.

L’amministrazione comunale di Bratislava ha istituito già dall’inizio della scorsa settimana una unità di crisi cui fa capo il coordinamento delle operazioni per aiutare i profughi, che si interfaccia continuamente con l’ufficio distrettuale che fa capo al ministero dell’Interno, ed è responsabile della protezione civile e della gestione delle crisi.

Bratislava ha già attivo da giorni un punto informazioni per chi è in fuga dall’Ucraina presso la principale stazione dei treni della capitale (Hlavná stanica), dove una rete di volontari fornisce informazioni e soluzioni ai bisogni primari, e aiuta con le traduzioni. Per i profughi è stata istituita una sala d’attesa speciale in collaborazione con la società ferroviaria statale ŽSR. Centinaia di persone dall’Ucraina sono arrivate a Bratislava in treno negli ultimi giorni dalla Slovacchia orientale. Per le poche persone che non hanno proseguito il viaggio e si sono fermate in città viene fornito aiuto per il cibo e l’alloggio.

Le persone provenienti dall’Ucraina possono richiedere lo status di rifugio temporaneo al centro della polizia per stranieri di via Regrútská a Vajnory, alla periferia della città. Nella stessa area è presente uno dei tre centri ad alta capacità disposti dalle autorità statali per i profughi. Altri due centri sono nell’est della Slovacchia, vicino al confine con l’Ucraina.

Nella regione di Bratislava tutti i residenti dell’Ucraina possono inoltre viaggiare gratuitamente sui trasporti pubblici (tram e autobus) della rete regionale, basta mostrare un documento di identità. A loro disposizione anche medici e pediatri per fornire agli sfollati assistenza medica e farmaci vitali per malattie croniche, come ad esempio l’insulina per i diabetici, tutto a spese del governo e della mutua pubblica. La regione di Bratislava ha preparato 250 unità abitative disponibili immediatamente nei dormitori delle scuole superiori di competenza della regione.

Nelle scorse settimane si è anche provveduto a ispezionare le strutture di protezione civile e i rifugi disponibili per la protezione della popolazione, spazi sotterranei esistenti in molti edifici civili e non. La rete di rifugi potrà essere attivata in base a una decisione centrale se la situazione peggiorasse.

La questione è tornata di attualità dopo l’attacco dei russi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e il timore di un disastro nucleare di vaste proporzioni, che ha fatto correre molti in farmacia a cercare pastiglie di iodio per proteggersi contro una ondata di radiazioni. Il ministro della Salute ha cercato di calmare gli animi, dicendo che lo iodio viene usato dalla popolazione nei pressi di una centrale ma non è la soluzione per eventuali radiazioni provenienti da oltre mille chilometri di distanza. Anzi lo iodio in questo caso può fare più male che bene.

(Red)

Foto Fb/ministerstvovnutraSR

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.