
Dall’inizio dell’invasione russa sono arrivate in Slovacchia dall’Ucraina più di 90.300 persone, di cui 11.300 nelle ventiquattr’ore dalle 6:00 di ieri alle 6:00 di questa mattina. Solo una piccola parte di loro è rimasta sul territorio slovacco, mentre la stragrande maggioranza dei rifugiati si è già spostata in altri paesi europei dove viene ospitata da parenti o conoscenti. Stamane i veicoli in entrata non denunciavano lunghe attese da parte ucraina, dove ogni veicolo viene controllato e gli uomini tra 18 e 60 anni sono trattenuti in quanto oggetto di una chiamata generale alle armi. Intanto secondo diverse fonti sarebbero ormai 1,2 milioni le persone in fuga dall’Ucraina, e si stima che potranno arrivare a 6-7 milioni.
Oltre agli ucraini, che sono il 90% del totale, sono entrati in Slovacchia anche migliaia di cittadini di altre nazionalità. Hanno passato la frontiera in fuga dall’Ucraina ad esempio 574 slovacchi e 47 italiani, secondo le statistiche aggiornate della polizia ieri pomeriggio. Ma tra i rifugiati ci sono decine di altre nazionalità. Le più numerose sono i marocchini (2252), gli indiani (1176), i nigeriani (988), gli ungheresi (717). Sono molti i cittadini di paesi africani, che erano in Ucraina per lavorare e studiare. Gran parte di loro un po’ alla volta stanno rientrando nei loro paesi di origine. Mentre nei centri di asilo e accoglienza slovacchi sono ospitate in particolare famiglie ucraine che hanno abbandonato i loro alloggi, e gli uomini di casa rimasti a combattere, e non sanno dove andare.

Le attività relative all’afflusso di rifugiati dall’Ucraina saranno coordinate da un gruppo di lavoro sovraministeriale dell’Unità centrale di crisi, la cui istituzione è stata approvata oggi. Tutti i ministeri avranno rappresentanti nel gruppo operativo che agisce nel centro di controllo della polizia di frontiera a Sobrance, vicino al confine ucraino, e opererà senza interruzioni 24 ore al giorno. Il centro si occuperà delle questioni che riguardano direttamente la situazione ai valichi di frontiera e negli hotspot, invierà i mezzi di trasporto per lo spostamento dei rifugiati, e gestirà l’accoglienza nelle strutture ricettive. Nel centro di controllo a al confine si è recato l’altra notte il premier Eduard Heger, che già era stato in visita ai valichi di frontiera lo scorso weekend. Il primo ministro ha potuto incontrare le istituzioni attive nell’aiuto dei fuggitivi dalla guerra, così come le organizzazioni non governative e i volontari, e per tutti ha avuto parole di elogio. Heger ha anche parlato con diversi rifugiati, ascoltando le loro storie.
Nel caso l’afflusso di rifugiati dall’Ucraina dovesse aumentare, l’Austria è pronta ad aiutare anche la Slovacchia. Lo ha detto la presidente Zuzana Čaputová dopo aver parlato al telefono con il capo dello Stato austriaco Alexander Van der Bellen. I due presidenti hanno convenuto sulla necessità di sanzioni molto forti contro il regime del presidente Putin e che entrambi i paesi hanno bisogno di fare il possibile per rendersi quanto più indipendenti dalle forniture energetice provenienti dalla Russia.
(Red)
Foto Fb/prezidiumhazz

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