Il Rubicone di Putin (e il nostro)

L’Ucraina è l’Iraq di Putin. Come George W. Bush nel 2003, il Presidente russo non ha voluto sentire ragioni, non ha accettato compromessi e ha deciso di lanciare un attacco militare contro un altro Paese per piegarlo ai suoi desiderata geopolitici. Ha mostrato disprezzo per il diritto internazionale e ha fabbricato pretesti per provocare una guerra con Kiev. E alla fine la ha avuta, dimostrando brutalmente la realtà della politica di potenza nel nostro XXI secolo, ancora pieno di illusioni e facile retorica sul trionfo della democrazia e la “fine della storia”.

Ora le conseguenze saranno gravi per tutti: oltre a morte e distruzione su scala considerevole, la destabilizzazione di una larga fetta dell’Europa orientale e dello spazio post-sovietico, una nuova crisi dei rifugiati per l’Unione Europea, uno shock pesante per il mercato energetico globale e una rottura completa e insanabile (almeno nel breve-medio periodo) tra Russia e Occidente. Non sono poi da escludere ricadute per la sicurezza alimentare di diversi Paesi mediorientali, che dipende da significative importazioni di grano sia ucraino che russo, e un’estensione delle tensioni europee in Asia, con la Cina al fianco della Russia (seppur ambiguamente), il trio Giappone-Taiwan-Singapore parte attiva del dispositivo sanzionatorio occidentale e l’India forse costretta a una difficile scelta di campo dopo tanti equilibrismi tra Mosca e Washington. La stessa Russia rischia pesanti ripercussioni per la sua “avventura” militare: come notato dallo studioso ucraino Volodymyr Ishchenko, Mosca non è in grado di sostenere un conflitto prolungato e un’occupazione armata dell’Ucraina. Non ha nulla da offrire agli ucraini, un Governo fantoccio non verrebbe riconosciuto a livello internazionale e le inevitabili sanzioni occidentali renderebbero impossibile un’adeguata ricostruzione post-bellica del Paese. Intoltre, come rilevato da diversi sondaggi, l’opinione pubblica russa non è favorevole al conflitto e il peso umano ed economico di esso – insieme a quello delle massicce sanzioni europee e americane – potrebbe alimentare il malcontento e destabilizzare il quadro politico interno. Putin ha quindi attraversato spavaldamente il suo Rubicone, ma sull’altra sponda potrebbe non esserci alcun trionfo cesariano. Solo una lunga e drammatica resa dei conti con conseguenze imprevedibili per tutti.

L’Ucraina dello sfortunato Volodymyr Zelensky paga il fatto di avere un vicino potente e paranoico, che rifiuta addirittura di concepire la sua esistenza come Stato indipendente. Ma paga anche i suoi errori politici (soprattutto sulla questione Donbass) e quelli ben più gravi dell’Occidente, incapace di integrare con successo i Paesi ex sovietici e di stabilire una relazione di vera fiducia e cooperazione con Mosca. Non solo: di fronte al revanchismo russo i Paesi occidentali si sono mostrati deboli e divisi, finendo per incoraggiare le ambizioni del Cremlino e spingerlo a iniziative sempre più audaci. Una performance disastrosa, dunque, che l’unità di intenti e la retorica accorata delle ultime ore non riesce del tutto a cancellare.

Da questo punto di vista, la guerra russo-ucraina rappresenta un monito soprattutto per l’Europa.  Il continente deve rivedere i suoi processi di integrazione, rendendoli più efficaci e realistici, e sviluppare finalmente una politica estera comune degna di questo nome, supportata da un adeguato strumento militare. Se non lo farà, dovrà affrontare nuove tragedie e subire le decisioni di altre potenze (oggi la Russia, domani chissà) che hanno ben pochi scrupoli nell’usare la forza per raggiungere i propri obiettivi. Sperare nell’eterna protezione degli Stati Uniti è una pericolosa illusione, visti anche i loro problemi interni e il crescente coinvolgimento in altre aree del pianeta (Asia in primis). Se non vogliamo essere solo spettatori o vittime, dobbiamo diventare protagonisti della nostra storia, accettando anche i rischi e gli oneri che ciò comporta. Dobbiamo anche noi attraversare il nostro Rubicone.

(Simone Pelizza, Il Caffè Geopolitico cc by nc nd)

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.