Ministero degli Esteri agli slovacchi: abbandonare le aree calde dell’Ucraina

Dopo la reazione indignata del primo ministro Heger alla decisione della Russia di riconoscere le autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk nell’est dell’Ucraina, il ministero slovacco degli Esteri ha invitato gli slovacchi a «lasciare senza indugio» alcune zone più calde dell’Ucraina, dove il conflitto potrebbe accentuarsi nelle prossime ore.

«In connessione con il deterioramento della situazione della sicurezza in Ucraina, il ministero degli Affari esteri raccomanda agli slovacchi di lasciare senza indugio alcune aree, comprese le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporozhye e Kherson», riferisce il ministero sul suo sito web. Sconsigliato inoltre viaggiare in Ucraina, indipendentemente dallo scopo del viaggio, una raccomandazione che già era stata mossa nei giorni scorsi dopo il ritiro dei familiari dei dipendenti che prestano servizio presso l’Ambasciata slovacca a Kiev e il Consolato generale slovacco a Uzhhorod.

Le alte cariche dello Stato slovacco continuano a sostenere la sovranità politica, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, e il primo ministro Eduard Heger ha condannato la mossa di Putin che non fa altro che creare spazio a ulteriori violenze e odio. La presidente Zuzana Čaputová ha affermato che il riconoscimento russo delle cosiddette repubbliche popolari «distrugge anni di sforzi per risolvere il conflitto creato da Mosca».

E il ministro degli Esteri Ivan Korčok ha definito inaccettabile l’affermazione del presidente russo Vladimir Putin secondo cui l’Ucraina non ha diritto alla propria esistenza. Assistiamo a una politica di revisione storica in cui vengono negati i confini e l’esistenza stessa di un paese europeo. «Questo è estremamente pericoloso», ha detto il ministro alla stampa, ricordando come in passato molti paesi che oggi sono indipendenti erano parte di stati o formazioni statuali più grandi che gradualmente hanno cessato di esistere.

Il ministro della Difesa Jaroslav Naď afferma che il riconoscimento dei territori separatisti in Ucraina «è un’ulteriore prova che Putin non è interessato a trovare una soluzione e a ridurre le tensioni», prendendo decisioni giustificate solo da bugie che costituiscono «gravi violazioni del diritto internazionale, oltre che un’ingerenza con la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale», ha affermato il ministro sui social network.

Andrej Stančík, deputato del partito di maggioranza OĽaNO, ha fatto una provocazione rivolgendosi ai tanti cittadini filorussi in Slovacchia: «Putin ha detto che l’Ucraina è sempre stata russa e molti slovacchi lo applaudono», ha scritto Stančík, osservando tuttavia: «Applaudiranno ancora quando il leader ungherese [Orbán] dirà che la Slovacchia è sempre stata ungherese?».

(Red)

Foto _shalom_ cc by nc nd

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