
La cerimonia di chiusura fa calare il sipario sulla memorabile edizione olimpica di Pechino 2022. Negli ultimi 16 giorni, il mondo ha visto i più grandi atleti invernali competere l’uno contro l’altro per la gloria sportiva più alta, e mentre sfilavano nella “parata delle Nazioni” un gigantesco nodo realizzato con la realtà virtuale aumentata ha riempito lo stadio per simboleggiare lo spirito Olimpico di unione tra i popoli. Facendo eco a questo sentimento, video emozionanti sono stati riprodotti sugli schermi giganti per mostrare l’incredibile resilienza, il coraggio e l’abilità degli atleti nel corso delle ultime due settimane, un’importante dimostrazione che, per quanto diversi, se crediamo l’uno nell’altro saremo “Stronger Together“, slogan di questa edizione olimpica invernale, collegato in qualche modo anche alla situazione mondiale che stiamo vivendo.
La Slovacchia, per numero di medaglie vinte, fa un passo indietro rispetto all’Olimpiade di Pyeongchang nel 2018, quando conquistò 3 medaglie (1 oro e 2 argenti). A questa edizione invece ne ha conquistate solamente due grazie all’immancabile Petra Vlhová, oro nello slalom e la medaglia di bronzo vinta dalla nazionale di hockey contro la Svezia.

Riguardo a Petra Vlhová, forse avrebbe potuto vincerne una seconda se non avesse deciso di ritirarsi in anticipo dai giochi. Infatti, dopo l’oro nella disciplina slalom, Petra ha saltato il Super G per i pochi giorni di riposo a disposizione, dichiarando di esserci per la combinata. Ma purtroppo per vari motivi e soprattutto per la tendinite che la tormenta, Petra ha deciso di non gareggiare e di ritirarsi del tutto dalla Olimpiade. Delle quattro discipline concordate con il coach Mauro Pini, Petra ne ha gareggiate solo due, dichiarando testuali parole ai microfoni di RTVS: «La decisione non è stata facile. Mi danno fastidio gli infortuni. Per tutta la vita volevo vincere le Olimpiadi di Slalom, e ora che ci sono riuscita sono molto esausta, soprattutto mentalmente. Al momento, mi manca la forza per combattere, e poiché ho ancora abbastanza gare davanti a me dopo le Olimpiadi, mi concentrerò su di esse».
Assente alla cerimonia finale, pochi giorni fa la campionessa olimpica ha fatto ritorno in Slovacchia e ad aspettarla all’aeroporto di Vienna c’erano familiari e delegati della SOŠV.

Per quanto concerne la Nazionale di hockey, è eccellente il risultato ottenuto a Pechino 2022: una medaglia di bronzo che cancella i fantasmi del quarto posto del 2010, ma soprattutto prima medaglia in assoluto per l’hockey slovacco ad una Olimpiade. Per l’articolo più completo vi lasciamo il link qui.
Non sono stati solo i giorni di Pechino 2022. Infatti, si sono svolti anche i Campionati Europei di Triathlon invernale ad Asiago, in Italia, che ha visto vittoriosi alcuni degli atleti slovacchi partecipanti. Tra la categoria donne, Zuzana Michaličiová e Lýdia Drahovská hanno conquistato il secondo e il terzo posto nella categoria under 23. Nella categoria uomini Mario Košút ha concluso al secondo posto tra gli uomini sempre under 23 e invece nella categoria mista che ha visto Košút fare coppia con Michaličiová, hanno conquistato una medaglia d’argento.
Misia Peking termina qui. Il presidente tedesco del comitato olimpico internazionale, Thomas Bach ha tenuto il discorso finale durante la cerimonia, elogiando la perfetta organizzazione dell’evento e accogliendo la Cina tra le grandi potenze dello sport invernale.
Ci vediamo a Milano e Cortina!
(Simone Garofalo)
Foto Fb/beijing2022


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