
Quest’autunno, per la prima volta insieme, si terranno le elezioni per le Unità territoriali superiori (VÚC, in pratica, le regioni) e le elezioni comunali. L’unificazione delle scadenze è stata decisa dal Parlamento che per arrivarci ha esteso a cinque anni il mandato degli enti regionali, che altrimenti si sarebbe concluso nel 2021. L’idea di fondo era di creare un “election day” unico per il voto dei rappresentanti degli enti locali, risparmiando soldi ma anche noie agli elettori, già poco interessati a presentarsi alle urne. Negli anni scorsi la Slovacchia si era distinta a livello europeo per i bassi tassi di affluenza, facendo registrare il minimo storico del 13% alle elezioni dell’Europarlamento del 2014. Le modifiche costituzionali alla legge elettorale del 2017 prevedono inoltre l’abolizione del ballottaggio per l’elezione degli otto governatori di regione: vincerà chi ha preso più voti anche senza superare la metà delle schede valide, una misura che secondo le stime farà risparmiare almeno 2,5 milioni di euro.
La data del sabato elettorale (in Slovacchia il voto si tiene sempre di sabato) non è ancora stata decisa, ma dovrebbe svolgersi secondo la legge negli ultimi 14 giorni della campagna elettorali, che cadrebbe poco prima di Ognissanti, un periodo considerato a rischio in quanto molti cittadini sono in viaggio e le famiglie tendono a riunirsi per visitare i cimiteri in tutto il paese. Il presidente del Parlamento Boris Kollár, cui spetta la decisione, vorrebbe invece fissare il voto per sabato 22 ottobre, ma per fare questo la legge dovrebbe essere cambiata. Si tratta di una legge costituzionale, per cui è necessaria la maggioranza qualificata di 90 deputati su 150.
I motori delle macchine elettorali si sono dunque già accesi in vista della campagna elettorale, stimando che la giornata elettorale unificata possa convincere un maggior numero di persone ad andare a votare. Alcuni nomi hanno già ventilato la propria candidatura, come l’attuale governatore della Regione di Bratislava Juraj Droba, che intenderebbe provare il bis ma deciderà definitivamente entro la fine del mese. Ormai deciso a tentare la conferma anche il sindaco della capitale, Matúš Vallo, che per questa battaglia ha fondato un nuovo soggetto politico chiamato Team Bratislava.
E si stanno già intravedendo alcune possibili coalizioni elettorali, come quella che i socialdemocratici di Smer-SD, in forte risalita nei sondaggi, stanno proponendo da mesi agli ex compagni di partito (e traditori) di Hlas-SD, Una proposta rinnovata di recente sia al partito di Pellegrini che al Partito nazionale slovacco (SNS) con cui già due volte hanno governato in passato.
Dicevamo di nuovi partiti che intendono gettarsi nell’agone elettorale. Ci sono al momento sei partiti politici che hanno chiesto la registrazione al ministero degli Interni, che ha pubblicato i nomi dei soggetti che stanno raccogliendo le 10.000 firme necessarie per la costituzione delle nuove entità politiche. Oltre a “Team Bratislava“, una evoluzione del “Team Vallo” che il sindaco di Bratislava ha lanciato nei giorni scorsi, la formazione che gli osservatori pensano possa raccogliere più interesse è “Tím Kraj Nitra” del sindaco Marek Hattas, che ha intenzione di divenire un forte soggetto di livello regionale raccogliendo diversi candidati a sindaco nella Regione di Nitra.
In Slovacchia ci sono più di 160 partiti e movimenti politici registrati, di cui oltre 90 in via di cancellazione. I fondatori di un partito devono raccogliere almeno 10.000 firme, presentarle al Ministero dell’Interno e richiedere l’iscrizione. Se soddisfano tutte le condizioni legali, il ministero registrerà il partito.
(La Redazione)
Foto FB/Žiar nad Hronom

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