Firmato l’accordo con gli Usa per la difesa, in Parlamento sarà battaglia

Giovedì a Washington il ministro della Difesa slovacco Jaroslav Naď e il segretario di Stato americano Antony Blinken hanno firmato l’accordo di cooperazione per la difesa (DCA). Presenta alla cerimonia anche il ministro degli Esteri slovacco Ivan Korčok.

Prima della ratifica finale con la firma della presidente slovacca Zuzana Čaputová, l’accordo sarà sottoposto al Parlamento slovacco già martedì 8 febbraio, data in cui il presidente del Parlamento Boris Kollár ha già convocato una sessione parlamentare straordinaria.

Il documento ha suscitato polemiche nel paese nelle ultime settimane con l’opposizione che ha affermato che consentirà la creazione di basi militari statunitensi, avvicinerà le truppe statunitensi ai confini della Russia e ridurrà i poteri delle autorità statali della Slovacchia. La presidente Zuzana Caputova ha condizionato la firma dell’accordo all’attuazione di una clausola interpretativa. Il primo ministro Eduard Heger ha respinto qualsiasi teoria del complotto, definendo il documento un accordo quadro standard che regola le condizioni della cooperazione in materia di difesa. E funzionari del governo hanno dichiarato che il trattato non minaccia la sovranità della Repubblica Slovacca.

Il ministro degli Esteri Korčok ha pubblicato le immagini della firma del contratto a Washington ribadendo che l’accordo è stato negoziato da diversi governi slovacchi fin dal 2018 e crea un quadro giuridico per rafforzare la cooperazione in materia di difesa e attingere agli investimenti per gli aeroporti militari della Repubblica Slovacca. Il contratto DCA «è pienamente conforme alla Costituzione della Repubblica Slovacca e all’ordinamento giuridico nazionale», e come già succedeva finora «la presenza di forze armate straniere nel territorio della Repubblica Slovacca sarà subordinata al consenso del governo o del Parlamento». Dal canto suo, il ministro della Difesa Jaroslav Naď, che ha firmato il documento a nome della presidente Zuzana Čaputová, ricorda che la cooperazione bilaterale tra Slovacchia e Stati Uniti d’America è eccellente da molto tempo e la cooperazione in materia di difesa ha contribuito in modo significativo alla trasformazione e alla modernizzazione delle forze armate slovacche. Il trattato non fa che dare a questa cooperazione una base giuridica adeguata.

Oggi in Parlamento è iniziata una seduta straordinaria dedicata alla discussione sull’accordo con gli Usa, e anche il procuratore generale Maroš Žilinka che si era dichiarato critico sul trattato ha chiesto di parlare in plenaria. Il suo intervento, tuttavia, non è stato approvato dall’aula, che ha invece dato via libera al resto dell’ordine del giorno della seduta, che ha preso avvio intorno alle 13.

Il presidente del partito Smer-SD Robert Fico ha detto che i suoi parlamentari non sosterranno mai l’accordo con gli Usa, e ha chiesto una votazione “per acclamazione” come quando fu approvata la Costituzione slovacca nel 1992, in modo che gli elettori possano attraverso le telecamere vedere chi dei deputati si dichiara favorevole o contrario al documento. In una conferenza stampa Fico ha dichiarato che questo accordo è di natura puramente bilaterale, e non ha nulla a che fare con gli obblighi di appartenenza alla NATO della Slovacchia.

Nelle ultime settimane oltre quaranta personalità della vita sociale, scientifica e culturale si sono unite intorno a Eduard Chmelár per chiedere ai parlamentari di non approvare l’accordo di difesa con gli Stati Uniti, che loro considerano svantaggioso e rischioso. In una lettera aperta si afferma che la Slovacchia, a differenza di molti altri paesi della NATO, ha una pessima esperienza storica con la permanenza di truppe straniere sul suo territorio, e due terzi dei cittadini rifiutano la presenza di truppe americane in Slovacchia.

(La Redazione)

Foto Fb/ivan.korcok

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