
Secondo un sondaggio d’opinione condotto dall’agenzia Focus per conto del programma Na telo di TV Markíza le altissime tensioni al confine russo ucraino sono da addebitare più a Stati Uniti e NATO che non all’attegiamento di Mosca. L’indagine è stata condotta nella settimana dal 19 al 26 gennaio con interviste di un campione rappresentativo di 1.017 slovacchi.
La domanda era: «chi pensi sia responsabile delle crescenti tensioni al confine russo-ucraino e nei Paesi baltici: Russia o Stati Uniti e NATO?».
Il 44,1% degli intervistati ritiene che siano gli Stati Uniti e la NATO i responsabili della discordia tra Kiev e la Russia. Il 34,7% pensa che è la Russia di Putin la fonte della tensione e il 21,2% non ha saputo rispondere.
Andando nei dettagli, hanno incolpato NATO e Usa in particolare i cittadini che si dicono elettori dei partiti Republika (il 90% di loro), Smer-SD (79%) e Hlas-SD (54%). Gli elettori di SaS e OĽaNO sono invece quelli che più di tutti danno la colpa a Putin, rispettivamente il 65 e il 59% secondo il risultato del sondaggio.
Secondo una recente indagine, gli slovacchi sono uno dei popoli più filorussi in Europa. Del resto, da settimane in Slovacchia la narrazione della crisi in Ucraina sui social segue una linea antioccidentale, con accuse di vario genere alla presidenza Biden di creare ulteriore tensione anziché smorzare i toni, e lo stesso viene addebitato al poco amato segretario generale della NATO Stoltelberg.
Le stesse narrazioni che vengono diffuse riguardo all’accordo di difesa con gli Stati Uniti, che secondo l’opposizione aprirà le porte a stanziamenti permanenti di truppe Usa in Slovacchia, e potenzialmente anche allo stoccaggio sul territorio nazionale di armamenti nucleari. Notizie false circolano da settimane su social e Whatsapp riguardo il pericolo di una guerra in Ucraina, i rischi per la Slovacchia e l’addestramento di truppe per inviarle sul fronte. Si tratta sempre di notizie false o fortemente manipolate che tendono a mostrare la Russia come vittima, sottolineando al contrario le provocazioni dei paesi occidentali nell’acuire la tensione.
L’ultima fake news segnalata oggi dalla polizia di Stato slovacca è un messaggio apparso sui social che parla di truppe e armi nella zona di Záhorie, vicino ai confini ceco e austriaco, con «soldati americani e fucili mitragliatori in ogni casa», e carri armati avvistati sulle strade. La polizia avverte che notizie di questo genere pullulano da tempo soprattutto su Facebook o su messaggi personali inviati per Whatsapp, ma in questo periodo ci si può aspettare una forte accelerazione della disinformazione. Il ministro della Difesa Naď dal canto suo ha più volte sostenuto che la Slovacchia non prevede attualmente di schierare unità militari al di fuori del territorio nazionale, o al confine orientale della Slovacchia. Del resto finora nemmeno la NATO non ha deciso nulla sul possibile dispiegamento di rinforzi in Slovacchia e altri paesi del fronte orientale dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico.
Da ieri intanto il ministero degli Affari esteri slovacco ha raccomandato agli slovacchi di limitare i propri viaggi verso l’Ucraina ai soli viaggi essenziali. Il ministero consiglia ai cittadini slovacchi in Ucraina di non partecipare a manifestazioni di protesta perché la situazione è imprevedibile e può cambiare molto rapidamente. Estremamente sconsigliati inoltre i viaggi nelle regioni di Donetsk e Luhansk nel Donbass, ma anche nel territorio della Repubblica autonoma di Crimea e nella città di Sebastopoli sotto il controllo russo.
(Red)

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