Piano di ripresa slovacco, è operativo l’organo di coordinamento del governo

Per la prima volta lo scorso venerdì si è riunito il Consiglio di governo per il Piano di ripresa e resilienza, che ha l’obiettivo di assicurare il dialogo con il pubblico professionale nell’ambito del piano nazionale di recupero post-Covid. La creazione e lo status di questo nuovo organo consultivo è stato approvato dal gabinetto del primo ministro Eduard Heger lo scorso dicembre.

Il consiglio è presieduto dal capo del governo ed è composto da 43 membri, tra cui rappresentanti dei ministeri in quanto enti esecutori del piano di risanamento, rappresentanti della società civile, del mondo accademico, dei governi locali, dei gruppi di interesse, dei sindacati, delle camere di commercio e delle associazioni imprenditoriali.

Nella prima riunione si è discusso del funzionamento del comitato consultivo e della sua operatività con l’obiettivo di garantire un dialogo con la comunità professionale e le parti interessate su questioni relative all’attuazione del piano. Sarà inoltre suo compito monitorare i progressi verso i traguardi del piano in ​​tutte le componenti, e prenderà posizione ed evidenzierà i rischi nell’attuazione dei singoli investimenti e nelle riforme previste dal documento approvato e finanziato dall’Unione europea.

Lo stato attuale delle implementazioni previste dal Piano di ripresa è giudicato essere a un buon punto dalle autorità slovacche per quanto riguarda riforme e documenti da realizzare prima della richiesta della prima rata del PNRR. Ma ci sono ancora diversi punti in programma da portare in consiglio dei ministri e fa fare approvare dal Parlamento, come appare dal cosiddetto “semaforo di attuazione” del Piano di ripresa slovacco, dove appaiono ancora tre obiettivi da portare a termine (in colore arancione) con un voto in Parlamento: la riforma del sistema di gestione delle università, la definizione di una nuova mappa dei tribunali, e l’introduzione dei massimali di spesa nelle regole del bilancio dello Stato. 

Conclusi questi punti, nella tarda primavera il governo potrà richiedere la prima rata di 458,3 milioni di euro, dopo avere ricevuto nell’autunno scorso i primi 823 milioni di euro come quota di pre-finanziamento pari al 13% deei circa 6,3 miliardi di euro approvati per la Slovacchia.

(Red)

Foto VladaSR

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