Il 3 febbraio la firma dell’accordo in materia di difesa con gli USA

L’accordo di cooperazione in materia di difesa tra la Repubblica Slovacca e gli Stati Uniti d’America, documento noto con l’acronimo americano DCA, dovrebbe essere firmato giovedì 3 febbraio negli Stati Uniti. La delegazione slovacca che sta partendo per gli Usa e parteciperà alla cerimonia è guidata dal ministro della Difesa Jaroslav Naď (OĽaNO) e dal collega degli Affari esteri Ivan Korčok (nominato SaS), i due membri del governo che si sono occupati direttamente della cosa e che più hanno difeso a spada tratta l’approvazione del documento, che ha sollevato proteste e disaccordo a livello politico e nella società civile.

La conclusione dell’accordo è stata approvata dal governo e dal Consiglio di sicurezza della Repubblica Slovacca, ma deve essere ratificato dall’aula del Parlamento, dove la discussione del documento è stata rimandata, e dalla presidente della Repubblica Slovacca. La stessa presidente Zuzana Čaputová ha incontrato nei giorni scorsi i capi di governo e Parlamento per discuterne, e in seguito i due ministri interessati. Alla fine si è espressa a favore della conclusione dell’accordo ma per concedere l’autorizzazione a firmare il documento ha richiesto di allegare una dichiarazione interpretativa di come la Slovacchia intende l’accordo. La clausola interpretativa afferma ad esempio che l’accordo sarà attuato in modo tale da non mettere in pericolo o limitare in alcun modo la sovranità della Slovacchia e non da limitare la sicurezza del paese. In ogni caso Čaputová non ha ritenuto di rivolgersi alla Corte costituzionale in quanto ritiene, dopo avere sentito diversi esperti, che il trattato non sia in conflitto con la Costituzione slovacca.

Secondo il ministro degli Esteri l’obiettivo dell’intesa con gli americani, che è già stata firmata da tutti gli altri paesi membri del fronte orientale della NATO, è unicamente quello di rafforzare la sicurezza e la difesa dello Stato, nonché la capacità di rispettare gli impegni slovacchi nella NATO e le garanzie di sicurezza bilaterali.

L’accordo consentirebbe alle forze armate statunitensi di utilizzare gli aeroporti militari Malacky-Kuchyňa e Sliač o altre strutture e locali concordati. La Slovacchia li fornirà senza affitto e l’accordo dovrebbe essere valido per dieci anni. Dopo di che potrà essere rescisso con un anno di preavviso.

L’opposizione critica l’accordo e sostiene che permetterà agli Usa di creare basi militari in Slovacchia, avvicinare le truppe statunitensi al confine russo e ridurre i poteri e competenze sovrane delle autorità statali slovacche. Il capo del partito di opposizione Smer-SD Robert Fico ha affermato che «la posizione anti-slovacca e puramente filoamericana» della presidente Čaputová è un motivo sufficiente per tenere il prima possibile un referendum sull’adozione del documento. Lo scorso mercoledì 26 gennaio diverse centinaia di persone si sono radunate per protestare davanti al palazzo presidenziale. Nella manifestazione organizzata dallo Smer sono intervenuti ad arringare la folla anche i rappresentanti di vari partiti politici contrari all’accordo di difesa, che hanno tra le altre cose chiesto le elezioni anticipate. Fico ha annunciato una nuova iniziativa popolare per chiedere il voto anticipato e ha detto con toni aspri che «la Slovacchia deve essere pronta per una rivolta dei cittadini contro il governo». Il referendum dovrebbe occuparsi, secondo lui, anche della questione delle basi americane e dell’aumento dei prezzi.

Il ministro della Difesa Jaroslav Naď ha negato risolutamente qualsiasi collegamento tra i negoziati per il trattato e l’attuale situazione di tensione ai confini tra l’Ucraina e la Federazione Russa. Il testo dell’accordo è il risultato di diversi anni di trattative di esperti di entrambe le parti, che sono state preparate da funzionari di diversi ministeri per più di quattro anni, ha spiegato Naď.

Entrambi i ministri Naď e Korčok dichiarano che l’accordo rispetta pienamente la sovranità della Repubblica Slovacca, la Costituzione e l’ordinamento giuridico del paese. Rifiutano l’idea che il documento possa creare il presupposto per la presenza permanente di truppe USA o il posizionamento di armi nucleari sul territorio nazionale. Tutti e due accusano che la campagna di disinformazione messa in piedi dall’opposizione sui contenuti reali dell’accordo va dritta alla pancia dei cittadini, ma è basata su grandi falsità.

(Red)

Foto SM Forze armate/ gs.mil.sk

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