Indice di corruzione, la Slovacchia migliora di quattro posizioni

La Slovacchia è migliorata di quattro posizioni nella classifica della percezione della corruzione compilata annualmente dalla ong Transparency International. Ora il paese è al 56° posto su 180 Stati valutati. Un miglioramento è stato registrato anche nel punteggio raggiunto, che è aumentato da 49 a 52 punti su un massimo di 100.

Secondo Transparency International, il miglioramento è da attribuire all’opera dell’attuale governo e delle istituzioni, mentre il calo dello scorso anno era stato in buona parte ascritto al precedente governo di Peter Pellegrini. Sviluppi positivi sono stati evidenziati in particolare nei maggiori sforzi della polizia e della procura nell’individuare e perseguire la corruzione. L’ong mette in luce ad esempio le indagini su persone influenti considerate a lungo intoccabili come gli “oligarchi” Jozef Brhel e Miroslav Výboh o il caso dell’ex ministro delle Finanze, oggi governatore della Banca nazionale, Peter Kažimír.

Del resto, spiega TI, anche le statistiche sulla criminalità per il 2021 mostrano che le procure hanno perseguito un numero record di casi di corruzione (252 l’anno scorso). Peccato, afferma ancora l’organizzazione, per alcune decisioni controverse comunicate male sull’annullamento di alcuni procedimenti e le controversie tra alcuni uffici di polizia e procuratori.

Si sono potuti vedere alcuni progressi dopo le ultime elezioni (del febbraio 2020) nell’attuazione delle misure anticorruzione, tra cui l’istituzione del nuovo Ufficio per la tutela degli informatori o la Suprema Corte amministrativa, anche se solo una parte delle promesse sono state finora attuate.

La Slovacchia rimane tuttavia lontana dalla media europea (64 punti) e tra i 27 stati membri dell’UE solo Grecia (al 58° posto) , Croazia (63°), Romania (66°), Ungheria (73°) e Bulgaria (78°) sono più indietro. I restanti paesi del Gruppo Visegrad, Repubblica Ceca (49°) e Polonia (42°), sono avanti rispettivamente di sette e 14 posizioni.

La classifica dell’Indice di percezione della corruzione è calcolata dai risultati degli indici di varie istituzioni, che riflettono la corruzione dal punto di vista di imprenditori, investitori o esperti. Nela prima posizione dell’indice si sono confermate Danimarca e Nuova Zelanda cui si è aggiunta la Finlandia. All’ultimo posto (180°) c’è il Sud Sudan, seguito da Somalia e Siria, mentre la Bielorussia è il paese che ha registrato il più grande calo di punteggio rispetto all’anno precedente (6 punti).

L’Italia ha migliorato di ben dieci posizioni, raggiungendo il 42° posto con 56 punti (+3 rispetto all’anno prima).

(Red)

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