Numeri dei contagi Covid in ripresa, si discute di quarantena e obbligo

Mentre sono entrate in vigore da ieri nuove misure decise la scorsa settimana dal governo per contrastare la diffusione della variante Omicron, i contagi sembrano essere in ripresa. Martedì nel paese è stato riportato il maggior numero di nuove infezioni da metà dicembre: quasi 6.200 tamponi PCR risultati positivi su oltre 18.000 test eseguiti (con un’incidenza del 34%), e altri 718 test rapidi su un totale di 26.000 realizzati (il 2,7%). Mercoledì i numeri sono stati leggermente inferiori: la positività è stata confermata su 6.011 test PCR su 17.803 analizzati  (il 34%) e 755 antigenici su 23.688 (il 3,18%).

Nel frattempo negli ospedali sono al momento ricoverate complessivamente 1.606 persone, circa 150 meno di una settimana prima, di cui 302 che hanno ricevuto la vaccinazione completa (quasi due su dieci). Quasi un ricoverato su dieci (168) è collegato alla ventilazione polmonare, e il 94% di questi non sono vaccinati.

Secondo il ministero della Salute ci sono chiari segni che Omicron stia prendendo piede anche in Slovacchia, dopo essersi vigorosamente diffuso nell’Europa occidentale. E anche se i dati ancora non lo confermano è possibile che la variante sia già dominante nel paese.

In precedenza, il ministero aveva stimato di avere almeno due-tre settimane prima che l’ondata Omicron colpisca il paese, e da diverse parti arrivavano informazioni su ospedali non pronti alla pressione che si verificherà quando i contagi di moltiplicheranno. In questi medi numerosi medici esperti hanno lasciato il lavoro e sono stati sostituiti da neolaureati, mentre decine di infermieri che hanno rassegnato le dimissioni non sono stati sostituiti. L’associazione slovacca degli infermieri chiede a ospedali e governo di smettere di comportarsi come se fosse tutto normale.

Obbligo o no?
Per quanto riguarda il tema della vaccinazione obbligatoria, di cui il primo ministro Heger è uno dei più convinti promotori, almeno per le persone più anziane, è stata conclusa l’analisi giuridica realizzata in combinata dai ministeri della Salute e della Giustizia, e presto arriverà sul tavolo del premier. L’analisi, che deve dare una risposta alle domande più critiche sull’obbligo dal punto di vista costituzionale, non scalfirà le convinzioni di diversi ministri dell’esecutivo che sono contrari, a partire dal leader di SaS e ministro dell’Economia Richard Sulík. Tuttavia, anche il leader del partito di maggioranza relativa OĽaNO e ministro delle Finanze Igor Matovič è scettico e crede che parlare di vaccinazione obbligatoria probabilmente non avrà più alcun senso. Secondo Matovič chi voleva essere vaccinato è già stati vaccinato, e coloro che non lo hanno fatto saranno “vaccinati dall’Omicron”.

Quarantena ridotta?
Tra i ministri sta continuando il dibattito sul potenziale accorciamento dell’isolamento domiciliare delle persone risultate positive al Covid. Secondo il ministro dell’Economia Richard Sulík (SaS) si dovrebbe passare dagli attuali 10 a 5 giorni. Il ministro Lengvarský assicura che sarà monitata la situazione e ammette che si andrà verso una riduzione della quarantena, ma non subito: lo si farà per forza maggiore quando grandi quantità di lavoratori non saranno in grado recarsi sul posto di lavoro, ha detto. Lengvarský tuttavia ricorda che una tale decisione non è in alcun modo sostenuta da motivazioni mediche.

I decessi non si fermano
A dicembre 2021 sono morte 1.584 persone di COVID-19, con una età media di 72 anni. Del totale, 773 erano donne (la più giovane di 20 anni e la più anziana di 100 anni) e 811 uomini (tra i 6 e i 100 anni). Anche nell’ultima settimana sono decedute in media oltre 50 persone al giorno, 61 per ognuno degli ultimi due giorni, per un conteggio totale di 17.520; si tratta di numeri certo meno devastanti del centinaio di morti quotidiani di metà dicembre, ma sono cifre sempre molto alte.

Come va a scuola
Tutte le scuole sono state aperte dopo la fine delle vacanze scolastiche natalizie, e qualche giorno fa il 98,7% degli scolari partecipava alle lezioni in classe, una percentuale scesa al 93% secondo le informazioni fornite ieri dal ministro dell’Istruzione Branislav Gröhling. Intanto circa 7.000 bambini nella fascia di età compresa tra i cinque e gli 11 anni sono stati vaccinati in Slovacchia contro il Covid.

Proroga del bonus agli anziani per il vaccino
Il ministero delle Finanze ha intanto prorogato al 31 gennaio il termine per il premio vaccinale agli over 60 che si vaccinano, un’ultimo tentativo di convincere anche i più resistenti, che possono presentarsi nei centri vaccinali anche senza appuntamento.

(La Redazione)

Foto fb/truni.sk

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