
Mentre a Roma si sta svolgendo il funerale di Stato (iniziato a mezzogiorno nella Basilica di Santa Maria degli Angeli) per l’ultimo addio a David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo prematuramente scomparso nella notte tra il 10 e l’11 gennaio, ripercorriamo qui i tratti salienti e caratterizzanti dei suoi due anni e mezzo come capo dell’Europarlamento. Tratti da tutte le parti in causa riconosciuti come peculiari e inclusivi, e contrassegnati da uno stile garbato, sorridente, dialogante e virtuoso di un “grande europeo”.
Sassoli è stato eletto presidente del Parlamento UE il 3 luglio 2019, dopo dieci anni da deputato europeo. Nel suo discorso inaugurale ha delineato i valori politici che hanno contribuito a definire la sua presidenza: la lotta contro le crescenti disuguaglianze, la difesa della democrazia e il rafforzamento dell’UE e del Parlamento europeo.
Il suo primo atto pubblico in veste di presidente è stata la visita della stazione della metropolitana di Maalbeek a Bruxelles, per rendere omaggio alle vittime del terrorismo. La sua prima visita ufficiale al di fuori dell’Unione europea è stata in Macedonia del Nord. Questo ha caratterizzato la linea portante della sua presidenza, in quanto convinto sostenitore della via europea nel futuro dei Balcani occidentali.
Nel gennaio 2020 ha presieduto l’ultima emozionante sessione plenaria con i deputati del Regno Unito dopo l’approvazione dell’accordo di ritiro del Paese dall’UE nel contesto della Brexit.
Nel marzo 2020, la pandemia del Covid-19 si è diffusa in tutta Europa. Questo ha comportato un cambiamento strutturale nel modo di lavorare del Parlamento poiché i deputati hanno smesso di riunirsi di persona. Tuttavia, il Presidente Sassoli ha insistito affinché il Parlamento non rimanesse chiuso. Ha supervisionato l’introduzione del voto a distanza, permettendo all’istituzione di continuare a lavorare per tutta la durata della pandemia e poter votare su misure chiave che aiutassero i cittadini dell’UE durante i difficili primi mesi della crisi.
In tutto questo periodo, David Sassoli è rimasto a Bruxelles per rappresentare l’istituzione che presiedeva piuttosto che tornare dalla sua famiglia in Italia. Il presidente ha anche svolto un ruolo strumentale nella creazione dell’ambizioso Piano di ripresa dell’UE. Nei suoi discorsi al Consiglio europeo ha spinto per l’adozione dei recovery bonds, per garantire che tutti i paesi avessero i mezzi necessari per una ripresa post-pandemica di successo. Ha salutato l’accordo finale come il “D-Day europeo del 21° secolo”.
Durante la sua presidenza, Sassoli ha prestato attenzione ai gruppi più vulnerabili della società europea. Nel mezzo della pandemia ha messo gli edifici del Parlamento a disposizione delle ONG locali per ospitare donne vulnerabili. Ha anche trasformato la cucina del Parlamento in una mensa per i bisognosi, fornendo più di mille pasti al giorno ai senzatetto e agli operatori sanitari. Durante le sue visite ufficiali nei diversi paesi europei ha sempre insistito per visitare gli enti di beneficenza locali o le associazioni che lavorano con i gruppi vulnerabili.
Sassoli ha lavorato instancabilmente per rendere il Parlamento europeo più trasparente e più responsabile nei confronti dei cittadini. Come presidente, si è impegnato affinché la sua porta fosse sempre aperta a tutti. Ha sempre difeso i diritti di tutti gli eurodeputati, senza distinzione di orientamento politico, in quanto rappresentanti eletti direttamente dai cittadini europei.
Ha avviato una serie di dibattiti pubblici con figure spesso critiche nei confronti del funzionamento dell’UE. Ha anche lanciato una grande consultazione con gli eurodeputati sulla riforma del Parlamento. Questo esercizio è stato necessario per presentare una vasta gamma di idee su come il Parlamento dovrebbe lavorare per essere più vicino a tutti i cittadini che rappresenta.
Come ex giornalista, Sassoli si è sempre impegnato nel ribadire l’importanza della libertà di parola e della libertà di stampa, affrontando regolarmente il problema del deterioramento della libertà dei media in Europa e nel mondo. Sotto la sua presidenza il Parlamento ha lanciato il primo premio giornalistico Daphne Caruana Galizia per il giornalismo investigativo.
È stato uno strenuo difensore dei diritti umani e della dignità delle persone. Con passione ha ribadito la necessità dell’abolizione della pena di morte in tutto il mondo e ha insistito sulla necessità di una politica di immigrazione e di asilo più umana.
(NoveColonneATG)
Foto European Parliament cc by

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