Detti e proverbi − Keď dôjde na lámanie chleba

Gentili lettori di BuongiornoSlovacchia,

durante le festività passate, caratterizzate come ogni anno dal profumo delle pietanze e dei dolci tipici natalizi, ho pensato di prepararvi un breve dialogo tra due ragazze, dove le parole utilizzate nei detti e nei modi di dire sono collegate al mangiare e alla cucina. In realtà le ragazze non parlano mai del cibo!

Mettetevi alla prova: riuscite a tradurre da soli tutto il dialogo?

A: – Ty si voľakedy chodila do školy s Martinom, čo je zač?

B: – Ále, vždy bol taký nemastný-neslaný.

A: – Počula som, že u Petriných je varený-pečený. Asi predsa len vie viac ako len kašu dúchať!

B: – Podľa mňa mu však už u Petriných začína prihárať: veľmi mu nevonia, že ho Petrin otec chce zatiahnuť do rodinného podnikania.

A: – Vravíš, že keď dôjde na lámanie chleba, radšej Petru nechá?

B: – Určite, veď uvidíš! A môže si holú labu lízať! Petra je dobrá baba, a jej rodina veru nežije z ruky do úst!


 

Prihára mu!/Začína prihárať (niekomu)

Il verbo prihárať è probabilmente uno dei verbi più detestati da chi si cimenta dietro i fornelli. Quando prihára il cibo, vuol dire che la cottura è andata oltre il punto giusto e il cibo si sta attaccando, sta bruciando. Se si riesce a intervenire tempestivamente, a volte è ancora possibile salvare la pietanza o almeno una parte di essa.

Quando prihára (niekomu), “si sta attaccando (a qualcuno)”, non significa certo che i pantaloni o la giacca di qualcuno stiano prendendo fuoco. Prihárať in questo caso vuol dire essere alle strette, trovarsi in una situazione difficile o sgradevole che si sta deteriorando velocemente. È il momento in cui bisogna agire alla svelta per non ritrovarsi poi con le ali strinate. Possiamo talvolta esprimerlo anche con byť v úzkych, letteralmente “essere alle strette”.


 

Nemastný-neslaný

Un cibo che risulta nemastný-neslaný, cioè senza unto e senza sale, è privo di due qualità che in passato erano molto apprezzate e la loro mancanza faceva ai commensali valutare il cibo come ‘insipido’ oppure ‘senza carattere’. Non trovate interessante pure voi che lo stesso cibo oggi facilmente si definisce con una gioiosa enfasi ‘dietetico’ o ‘salutare’? Ma vi ho promesso di non parlare di cibo nel senso stretto della parola. Infatti, il modo di dire nemastný-neslaný si utilizza quasi esclusivamente per descrivere il carattere o il comportamento di una persona che appare scialbo, inconsistente, ma anche svogliato, con reazioni blande e poco marcate.


 

Varený-pečený

In slovacco, per descrivere in modo generale l’operazione di cottura ai fornelli, si utilizza il verbo variť, tradotto sia come “cuocere“ che come “cucinare“. Invece, per dire che qualcosa viene cucinato o cotto al forno usiamo il verbo piecť (questo vale sia per il pane che per gli arrosti o per i dolci al forno). I rispettivi participi passati, varený e pečený, riassumono perciò i 360 gradi di modalità di cottura*. Il nostro modo di dire mette proprio una accanto all’altra le due parole, varený-pečený, che così combinate si riferiscono non a una pietanza bensì a una persona. E certo non per esprimere che qualcuno sia ben cotto e arrostito perciò pronto per un festino cannibalesco, ma per dire che la persona in oggetto è gradita e apprezzata in un qualche posto, in un gruppo di persone che frequenta spesso, quotidianamente, e dove viene trattata come se fosse a casa sua. Quest’espressione si usa quando si parla di inserimento di un estraneo in un gruppo di livello diverso, per esempio di un genero presso i suoceri, di un nipote presso gli zii, ma anche di un amico che frequenta quotidianamente una famiglia. Da usare con attenzione, questo modo di dire ha un tono un po’canzonatorio, non proprio affettuoso.

* sorvoliamo appositamente altri verbi “da cucina” come saltare, friggere ecc.


 

Žiť z ruky do úst

Ogni lingua descrive a modo suo la vita in povertà. In slovacco, consumando immediatamente ciò che si riesce a guadagnare, si descrive letteralmente con “vivere dalla mano alla bocca”, žiť z ruky do úst, o anche più moderno žiť z výplaty do výplaty, “vivere da una busta paga all’altra”, cioè vivere sbarcando il lunario. Invece vivere proprio in povertà assoluta, cioè trieť biedu (letteralmente “strofinare la miseria”) e nutrirsi con un nonnulla, è vivere con soli “pane e acqua”, žiť o chlebe a vode, oppure vivere con solo “pane secco”, žiť na suchom chlebe, arrivare a raschiare la botte.


 

Nevonia mu to!/ (niečo niekomu) nevonia

Il sostantivo vôňa corrisponde a “odore gradevole”, e il verbo voňať a “profumare, emanare un odore piacevole”. Se a qualcuno qualcosa “non profuma”, nevonia mu niečo, non vuol dire che non lo trova di odore gradevole, ma si descrive così un’azione o un operato che non sia di suo gradimento. Spesso abbinato alla parola práca o robota, “lavoro”, oppure škola, “scuola”, e al verbo in negativo: Práca/Robota/Škola mu veľmi nevonia. “Non gli piace molto/Non è di suo gusto lavorare/studiare/frequentare la scuola”.

La formulazione viene espressa generalmente da una terza persona e ha un timbro critico e/o ironico. È un’espressione informale.


 

Vie viac ako len kašu dúchať!

Del significato della parola kaša e di kaša in tutte le salse ne abbiamo già parlato abbondantemente in passato (articoli del 10/01/2021 e del 31/01/2021). Nel detto di oggi viene utilizzato il verbo dúchať, che è un sinonimo meno utilizzato del fúkať, “soffiare“. Chi vie viac ako len kašu dúchať, cioè “è capace di fare di più che soltanto soffiare sulla polenta”, o di bere un bicchiere d’acqua: al contrario, è una persona ritenuta capace, in gamba, uno che sa il fatto suo, e chi l’avesse sottovalutata si sarà dovuto ricredere.


 

Keď dôjde/Keď príde na lámanie chleba

La Frazione o fractio panis è l’atto cerimoniale di spezzare il pane sacramentale consacrato prima della distribuzione ai comunicanti durante il rito eucaristico in alcune denominazioni cristiane. In slovacco lámanie chleba, “l’atto di spezzare il pane”, si riferisce all’Ultima cena quando Cristo spezzò il pane e lo diede agli Apostoli, sapendo di farlo per l’ultima volta. Keď dôjde na lámanie chleba oppure Keď príde na lámanie chleba, letteralmente “quando si arriva allo spezzare del pane”, descrive il momento quando le cose si fanno sul serio, quando sopraggiunge il momento decisivo, quando si arriva al sodo, al dunque.


 

Lízať si (holú) labu

La parola laba, oltre a significare “zampa”, si può usare per descrivere in modo poco romantico una mano o un piede assai grande, come in italiano. Dire che qualcuno si líže (holú) labu, cioè “si lecca la zampa (nuda)”, vuol dire che è rimasto senza niente, senza il boccone da mangiare, perché ha perso tutto (per la propria negligenza) o perché non gli è stato dato ciò che gli spettava o che si aspettava di ricevere. E ora si deve accontentare con nulla. Questo modo di dire, se utilizzato con il verbo môcť, potere (Može si holú labu lízať! Può leccarsi la zampa nuda!) esprime un disaccordo con l’operato del malcapitato – che lo ha appunto portato a restare con bocca asciutta – quasi un Tak mu treba!, “Ben gli sta!”. Non gli rimane che leccarsi le dita!

Per curiosità aggiungo che se vi offrono delle “zampette di orso”, medvedie labky, non si riferiscono alle zampette di qualche simpatico orso arrosto, come si faceva nel Far West, ma si tratta del nome di un tradizionale pasticcino secco natalizio cecoslovacco. La sua forma, a ‘zampa di orso’ appunto, lo fa assomigliare alle famose madeleines, ma medvedie labky sono fatte con una pasta simile alla frolla che contiene anche noci e cacao ed è speziata con la cannella e chiodi di garofano.


 

Avete trovato tutte le parole corrispondenti?

A: – Tu frequentavi la scuola con Martin, tempo fa, che tipo è?

B: – Mah’, è sempre stato un tipo scialbo, niente di che.

A: – Ho sentito che nella famiglia di Petra lo fanno sentire come a casa sua, ormai è quasi fisso lì. Probabilmente sa fare di più che bere un bicchiere d’acqua!

B: – Secondo me però a casa di Petra comincia a sentirsi alle strette: non gradisce molto che il papà di Petra lo coinvolga negli affari di famiglia.

A: – Dici che quando arriva al dunque sceglierà piuttosto di lasciare Petra?

B: – Sicuro, vedrai! E ben gli sta se poi rimane a bocca asciutta! Petra è una ragazza in gamba e la sua famiglia certamente non vive raschiando la botte!

(Michaela Šebőková Vannini – vedi il suo blog)


Foto Pixabay 1, 2, 3, Unsplash,

Aqua Mechanical & Jett Brooks cc by

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