Il Parlamento slovacco approva la riforma dei parchi nazionali

Il Parlamento ha approvato una riforma dei parchi nazionali con il voto a favore di 75 su un totale di 76 parlamentari presenti in aula (su 150 seggi totali), un contrario e nessun astenuto. Assenti dalla plenaria sia i deputati dei partito dell’opposizione che i parlamentari del partito di governo Sme Rodina, che non hanno voluto sostenere la riforma malgrado avessero assicurato il loro supporto fino a poco prima del voto, rivendicando la loro lealtà al programma di governo.

Eppure in ottobre l’intero governo, dopo il parere favorevole al provvedimento della comunità accademica e scientifica, aveva approvato all’unanimità l’emendamento alla legge sulla protezione della natura e del paesaggio, con lo scopo di garantire un’adeguata tutela dei parchi nazionali e grazie a un accordo tra i ministeri dell’Agricolutura e sviluppo rurale e quello dell’Ambiente.

Secondo il ministero dell’Ambiente, che ha redatto la normativa, l’approvazione della legge che garantirà la protezione dei parchi nazionali è un «momento storico per la protezione della natura in Slovacchia». L’emendamento alla legge consentirà la personalità giuridica dei parchi nazionali in Slovacchia e lo sviluppo socioeconomico delle regioni. La personalità giuridica è ritenuta la base per la gestione del territorio, i sentieri, la creazione di partenariati, il miglioramento dei finanziamenti e l’ulteriore sviluppo dei parchi nazionali. La riforma dovrebbe entrare in vigore il 15 gennaio 2022, alcune delle sue disposizioni dall’aprile 2022

La legislazione approvata prevede il trasferimento in capo a un’organizzazione del ministero dell’Ambiente dell’amministrazione dei terreni demaniali all’interno dei parchi nazionali, divenendo in tutti i sensi aree protette riconosciute a livello internazionale. Questo dovrebbe consentire una amministrazione unificata dei terreni demaniali nel territorio dei parchi nazionali del paese, che finora erano gestiti da organizzazioni facenti capo al ministero dell’Agricoltura. Cosa che per gli autori della riforma era un problema: quando due organizzazioni statali si prendono cura dei terreni nei parchi nazionali si causano inefficienze e lungaggini. La legge dovrebbe creare le condizioni per soddisfare adeguatamente ed efficacemente l’obiettivo primario dei parchi nazionali – ovvero la protezione della natura e della biodiversità – nonché per rispettare gli impegni derivanti dalle direttive UE in materia di conservazione della natura.

Tutti e nove gli attuali parchi nazionali acquisiranno personalità giuridica, e le Foreste Demaniali TANAP (Parco nazionale dei Tatra) si fondono con l’Amministrazione TANAP, mentre le terre demaniali nei parchi nazionali del Paradiso slovacco e di Pieniny passano sotto la gestione complessiva dei parchi nazionali. Al fine di unificare le fasi della transizione, saranno istituite le amministrazioni dei singoli parchi nazionali.

Il ministro dell’Ambiente Ján Budaj ha ringraziato per il loro sostegno alla riforma gli attivisti ambientali, gli artisti del Teatro nazionale, i ricercatori dell’Accademia slovacca delle scienze (SAV) e tutti i cittadini che si sono schierati per la protezione dei parchi nazionali. Secondo un recente sondaggio, la maggior parte degli slovacchi si diceva a favore della riforma – il 72% è per una riforma che dia priorità alla conservazione della natura, all’istruzione e allo svago – ma quasi l’80% degli intervistati si è espressa in disaccordo con il disboscamento previsto all’interno dei parchi naturali.

Secondo Budaj, «saccheggiando le foreste slovacche, oligarchi e uomini d’affari influenti hanno perseguito i loro interessi a spese dei cittadini slovacchi e della conservazione della natura. Queste pratiche ora non avranno più posto nei parchi nazionali», che saranno gestiti come già accade nei paesi sviluppati del mondo.

317 mila ettari di parchi nazionali
L’area complessiva dei nove parchi nazionali si estende per oltre 317 mila ettari, di cui circa 172 mila ettari di proprietà statale. Mentre tanto si parla di come affrontare i cambiamenti climatici, dice il ministero, questi territori hanno un valore importante per la società nel suo insieme. «Parchi nazionali funzionanti e ecosistemi forestali resilienti aiuteranno il paese a mitigare gli effetti della crisi climatica, a proteggere le riserve di acqua potabile e allo stesso tempo a consentire lo sviluppo sociale delle regioni», ha affermato il ministro Budaj.

La riforma dei parchi nazionali è una delle riforme incluse nel Piano nazionale di ripresa e resilienza della Repubblica Slovacca. Durante un periodo transitorio che durerà diversi anni è prevista una riduzione graduale della raccolta di legname nelle aree non di intervento. La riforma dovrebbe anche permettere l’avvio di un turismo “morbido” e sostenibile.

(Red)

Foto Pixabay CC0

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