
Il completamento del tunnel autostradale di Višňové subirà ancora ritardi e un nuovo aumento di spesa, secondo quanto annunciato dalla società di costruzioni Skanska che sta lavorando al progetto. Il tunnel, il cui scavo iniziò oltre vent’anni fa ai tempi dell’allora primo ministro Vladimír Mečiar, è in condizioni peggiori del previsto e dovrà essere sottoposto a un vasto processo di riparazioni in un numero maggiore di sezioni rispetto a quanto stimato in precedenza.
Skanska SK, che è l’appaltatore della sezione autostradale D1 Lietavská Lúčka – Dubná skala nella regione di Žilina, di cui fa parte il tunnel, non si vuole sbottonare sull’entità del ritardo che questi lavori provocheranno, né sull’aumento del budget necessario alla conclusione dell’opera, che al momento dice non essere possibile quantificare. E ha affermato di essere al lavoro con la Società nazionale delle autostrade (NDS) per un aggiornamento del programma degli interventi, e per vedere se si può accelerare i tempi. Al momento nel cantiere starebbero lavorando circa 300-400 persone con un numero variabile tra 60 e 80 di grandi macchinari in opera continuativa. Il prezzo del contratto per il completamento della sezione di 13,5 chilometri dell’autostrada D1, compreso il tunnel di 7,5 chilometri, è di 255 milioni di euro.

La storia della galleria Višňové
Il tunnel, che diventerebbe il secondo più lungo del paese, ha subito una lunga serie di incidenti di percorso. Inizialmente affidato nel 1998 alla società slovacca Doprastav, gli ingegneri si sono subito trovati a dover affrontare un numero inaspettato di faglie geologiche e grandi infiltrazioni di acqua. Interrotti nel 2002, i lavori sono ripresi solo nel 2009, durante il primo governo di Robert Fico con un contratto PPP, ovvero finanziato dal concessionario privato cui lo Stato avrebbe ripagato l’opera in un periodo di 30 anni. Con il successivo governo di Iveta Radičová i progetti PPP furono interrotti nel 2010. Nel 2011 una nuova gara per il progetto, da finanziarsi stavolta con fonri europei e governativi, fu vinta da un consorzio composto da Skanska e Strabag per 338 milioni di euro, con termine previsto nel 2018.
Le elezioni anticipate e il ritorno dello Smer-SD al governo nel 2012 cambiò i programmi. Dopo due anni persi in varie questioni, nel 2014 viene firmato un nuovo contratto con un consorzio composto da Salini Impregilo e la slovacca Dúha per 410 milioni di euro. Intanto il termine per la consegna slittava dal 2019 al 2023. Ma nemmeno stavolta la cosa è riuscita. Nel 2019 Salini Impregilo lamenta di avere trovato nell’opera condizioni geologiche molto diverse da quelle illustrate nel contratto. Dopo un tira e molla condito da dure accuse reciproche tra l’appaltatore e il governo di allora, guidato da Peter Pellegrini, il consorzio viene esonerato e si deve in fretta e furia pensare a come sistemare la cosa. Poco prima di concludere il suo mandato, quello stesso governo promise una nuova gara di appalto per mantenere la conclusione del tunnel nel 2023. La gara fu poi realizzata dal nuovo governo di Igor Matovic, e i lavori programmati per quest’anno. Fino a pochi mesi fa, la consegna della galleria, un’opera essenziale per garantire il collegamento stradale tra Bratislava e Košice, era garantita per il 2023. Ora non si sa più.
(La Redazione)
Foto NDS

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