
Un “robot assassino” è un’arma letale autonoma capace di decidere di aprire il fuoco senza alcun intervento umano. Oggi non esistono macchine del genere in attività, ma il progresso tecnologico è tale che presto si porrà il problema di come gestire apparecchi di questo tipo.
Fin dal 2014 si discute di vietare i robot assassini. Il 13 dicembre è cominciata a Ginevra una conferenza internazionale che riunisce 125 stati sotto l’egida delle Nazioni Unite, ma nonostante una campagna internazionale che può contare sull’appoggio di numerosi paesi e ong, oltre a quello del segretario generale in persona, le possibilità di successo sono scarse.
Alla vigilia dell’evento il delegato degli Stati Uniti Josh Dorosin si è detto favorevole all’introduzione di un codice di condotta non vincolante, che a suo parere sarebbe uno strumento per incoraggiare un “comportamento responsabile” da parte degli stati. Ma i militanti antirobot respingono questa posizione considerandola ipocrita, e citano il diritto internazionale umanitario per chiedere l’interdizione totale di armi che potrebbero decidere da sole se un essere umano deve vivere o morire.
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Illustr. Chanzj/CC0

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