
Diversi governi hanno espresso perplessità rispetto all’opportunità di partecipare ai Giochi olimpici invernali organizzati il prossimo febbraio in Cina, visto il mancato rispetto dei diritti umani da parte del governo di Xi e il “genocidio” del popolo uiguro. Dopo gli Usa e l’Australia, anche la Gran Bretagna e il Canada hanno deciso di boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino. Sibillina la risposta cinese a questi paesi, che «pagheranno per i loro atti sbagliati». Il “boicottaggio diplomatico” di una edizione dei Giochi, cioè il mancato invio di una propria delegazione in rappresentanza delle istituzioni di un paese, è cosa che non si vedeva da diverso tempo. L’ultima volta che accadde fu negli anni Ottanta, quando Stati Uniti e altre 65 squadre non si presentarono alle Olimpiadi di Mosca 1980, e alla volta successiva furono tutte le nazioni del Blocco orientale, in solidarietà con l’URSS, a non partecipare a Los Angeles 1984.
Anche in Slovacchia ha preso piede la discussione su questo tema. La presidente Zuzana Čaputová ha fatto sapere con una nota di non avere in programma di partecipare alle Olimpiadi invernali di Pechino, una decisione tuttavia dovuta più che altro alla pandemia in corso. Ma nella nota si spiega che Čaputová condivide le riserve espresse da diversi rappresentanti politici stranieri per giustificare il rifiuto di partecipare.
Il presidente del Parlamento slovacco Boris Kollár ha annunciato anch’egli che non andrà a Pechino e che la Slovacchia si dovrebbe coordinare con l’Unione europea per una posizione comune. L’eurodeputata slovacca Miriam Lexmann (KDH) ha riferito di aver lanciato un appello ai capi delle istituzioni dell’UE e alle tre principali figure dello Stato slovacco affinché boicottino le Olimpiadi di Pechino. Secondo lei, il mondo non può permettersi di chiudere un occhio sulle violazioni senza precedenti dei diritti umani delle minoranze religiose ed etniche da parte del Partito comunista cinese.
Al contrario, il partito di opposizione Smer-SD si distingue per la posizione contraria: il leader ed ex premier Robert Fico ha invitato i tre massimi rappresentanti della Slovacchia a non «copiare il governo americano» e ad agire come rappresentanti sovrani di un paese sovrano. Fico ritiene il boicottaggio «una sciocchezza».
(Red)
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