
Le camere di commercio straniere in Slovacchia intervengono nel dibattito delle riforme scatenato dall’avvio del Piano di ripresa e resilienza post-Covid finanziato dall’UE sottolineando che il paese ha una vasta esperienza nella preparazione e approvazione di strategie, ma poi ha problemi nel raggiungere il consenso sociale sulle priorità e il raggiungimento degli obiettivi. Ora il governo deve fare il massimo per ottenere un sostegno politico e sociale più ampio per i piani di riforma già approvati che sono stati inseriti nella dichiarazione del programma del governo o nel Piano di ripresa, dicono le le organizzazioni internazionali di imprese con un comunicato congiunto. E invitano il governo slovacco a mettere mano bene e presto a riforme efficaci nei settori dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria e della giustizia, di cui il paese ha urgente bisogno, anche con mettendosi in ascolto delle organizzazioni dei datori di lavoro.
Le camere chiedono alle istituzioni statali di imparare dagli errori e ritardi degli ultimi due decenni e concentrarsi nella realizzazione, affiancati dalla Commissione europea su uno sforzo concreto di riforma e modernizzazione della Slovacchia, favorendo una crescita del livello di vita in tutti gli indicatori sociali ed economici.
Il modello economico bassato sulla manodopera a basso costo e sugli investimenti stranieri è ormai acqua passata, dicono i rappresentanti delle aziende estere, e il futuro del paese è messo a repentaglio anche dalla crisi pandemica in corso, che è accompagnata da una mancanza di unità per l’approvazione delle riforme necessarie. Istruzione, giustizia e sanità sono agli ultimi posto nelle classifiche dei paesi membri dell’OCSE, sottolineano le camere.
(Red)
Foto kia.sk
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