
Lo scorso anno è iniziata una operazione di “sfoltimento” del Registro delle imprese di un certo numero di società considerate inattive. Il provvedimento era stato annunciato dal ministero della Giustizia con una certa pubblicità nell’autunno 2020. L’idea era soprattutto di cancellare le società che hanno ancora capitale registrato in corone (a ormai dodici anni dall’entrata in corso dell’euro nel 2009), ma anche società che da anni non presentano il bilancio, eccetera. L’operazione “pulizia” ha previsto la pubblicazione dell’elenco di soggetti legali da eliminare sul Bollettino commerciale (Obchodný vestník) dove l’annuncio è rimasto per oltre sei mesi.
Secondo stime indipendenti, le società “dormienti” erano circa il 10% delle quasi 290mila registrate lo scorso anno, mentre il ministero prevedeva la cancellazione addirittura di un terzo del totale. Dopo un anno, le aziende cancellate il mese scorso sono oltre 12mila.
La Camera dei medici slovacchi ha lamentato che numerose di queste entità sono in realtà ambulatori di medici generici e specialisti che non sarebbero dovute essere cancellate ma sono vittima di errori amministrativi e a causa della cessazione forzata, le cliniche colpite non hanno potuto fornire assistenza sanitaria ai loro pazienti. Soprattutto, la Camera dice che il problema è l’ignoranza sulla rimozione dal registro da parte del titolare di impresa, che continua ad operare senza nulla sospettare e presumendo di essere in regola.
Ora la ministra della Giustizia Mária Kolíková ha invitato i rappresentanti delle aziende che ritengono che le loro società siano state ingiustificatamente cancellate dal Registro a farsi avanti, scrivendo all’email [email protected] entro il 3 dicembre, allo scopo mappare le imprese che affermano di essere operative ma magari si sono dimenticate di fare la conversione del capitale sociale in euro o di presentare qualche bilancio, e non erano al corrente dell’obbligo. Il ministero promette di valutare la situazione e poi decidere il da farsi.
(Red)

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