La Rivoluzione fiscale per gli autonomi, sparisce la detrazione del 60%

Il ministro delle Finanze Igor Matovič ha proseguito la presentazione della sua “Rivoluzione fiscale” illustrando lunedì in conferenza stampa le proposte di nuova regolamentazione per il settore dei lavoratori autonomi (i cosiddetti živnostníci o SZČO / Samostatne zárobkovo činná osoba) e della gastronomia. A sentire lui, anche in questa quarta e ultima parte della Daňová revolúcia (qui le prime tre che riguardavano famiglie, lavoro e imprese ) il ministero ha voluto ascoltare gli imprenditori e semplificare gli adempimenti fiscali.

Matovič ha inteso a suo dire “mettere ordine” nel campo dei lavoratori in proprio, spesso forzati ad aprire una licenza dai datori di lavoro. Secondo il ministro i živnostníci hanno oggi condizioni troppo favorevoli e pagano solo un quarto delle imposte rispetto ai lavoratori dipendenti, lasciando sulle loro spalle il peso del sostegno dello Stato. «L’impiegato medio paga allo Stato 8.000 euro l’anno, il lavoratore autonomo paga in media solo 2.000 euro», dice Matovič. E non è normale che sia più complicato ottenere un lavoro a tempo indeterminato piuttosto che un impiego come lavoratore autonomo. Tuttavia, la proposta non tiene conto dei rischi di impresa di chi lavora in proprio.

https://www.mfsr.sk/images/sk/media/tlacove-spravy/danovo-odvodova-reforma-szco-1.png

Analogamente a dipendenti e datori di lavoro, anche gli autonomi (che sono più di 350.000) dovrebbero pagare una sola aliquota per le tasse e una di contributi, che includono previdenza sociale e assicurazione sanitaria. Il ministro ha proposto due opzioni. La prima è un contributo assicurativo del 29% e sul reddito netto rimanente una imposta del 19%. In questo modo pagherebbero il 10% in meno dei lavoratori dipendenti. Chi invece preferisce pagare una somma forfettaria, verrebbe tassato alla fonte del 29%. Verrebbe dunque cancellata l’attuale detrazione forfettaria del 60% fino a 30.000 euro di fatturato, che oggi porta a un carico fiscale medio tra il 15 e il 27% a seconda del reddito.

Matovič garantisce che i prelievi fiscali saranno definitivi, e non ci saranno verifiche fiscali per i lavoratori autonomi. Le fatture verrebero registrate tramite un’applicazione statale che provvederebbe automaticamente al pagamento dell’imposta fissa.

Molti commentatori hanno osservato che in questo modo i lavoratori autonomi pagheranno molto di più, e che forse per molti di loro converrebbe trasformare l’attività in una società a responsabilità limitata (s.r.o.). All’interno della coalizione di governo questi cambiamenti sarebbero sostenuti dai partiti OĽaNO, Sme Rodina e Za ľudí. Mentre è tutta da vedere la posizione dei liberali di SaS, che hanno più e più volte avvertito di non essere disponibili a votare un aumento delle tasse, chiedendo anche di inserire questo divieto in Costituzione.

Quanto agli imprenditori del settore della ristorazione, si è deciso di favorirli in un momento in cui la pandemia ha provocato agli operatori grandi problemi e perdite. Per il settore si propone un taglio dell’IVA dal 20 al 10%, misura che costerà al Tesoro solo 40 milioni di euro l’anno ma che finora Matovič non aveva voluto concedere malgrado richieste in questo senso sia da partiti della coalizione che dall’opposizione. Verrebbero anche “legalizzate” le mance per il personale, che saranno inserite in automatico nello scontrino per una percentuale del 9%, ma che il cliente può rifiutarsi di pagare. Le mance, che secondo le stime del ministero oggi sarebbero in media del 5%, andranno poi versate ai camerieri con l’obiettivo di aumentare i loro salari, tradizionalmente i più bassi tra tutti i settori.

Ma ci sono anche degli obblighi. I ristoranti dovrebbero fissare i prezzi del “menu bambini” pari esattamente alla metà dei prezzi per la porzione intera per adulti. I minori di diciotto anni avranno diritto a metà porzione a metà prezzo. E dovrebbe inoltre essere disponibile un “menu ecologico” che dovrebbe costare non più di tre quarti dei prezzi del menu standard e i locali dovrebbero offrire una brocca d’acqua gratuita per i clienti.

Infine, il ministro delle Finanze ha proposto un bonus per i vaccinati contro il Covid: ogni persona over 60 vaccinata (o che ha intenzione di vaccinarsi fino al 12 dicembre 2021) dovrebbe avere diritto a un bonus ricreativo e gastronomico di 300 euro.

(Red)

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.