Le chiusure di Austria e Germania per fermare la quarta ondata

In Austria è tornato il lockdown generale. Le nuove restrizioni, annunciate il 19 novembre, dureranno per tre settimane e proseguiranno successivamente solo per i non-vaccinati. Di fatto si tratta di un ritorno alle regole di un anno fa, prima dell’avvento dei vaccini: chiusura di alberghi, ristoranti, teatri, musei, negozi (esclusi i supermercati), home office e coprifuoco.

Le scuole resteranno aperte per non mettere in difficoltà i genitori che lavorano, ma offriranno la DaD, soluzione consigliata per chi potrà gestirla in autonomia. In Germania la normativa varia da Land a Land, a seconda della percentuale di pazienti ricoverati rispetto alla popolazione. Il lockdown all’austriaca vige al momento solo in alcuni distretti della Baviera.

Il primato dei Paesi continentali
L’Austria, ha oggi un primato – superata, di misura, solo dalla Slovenia – nella rapidità di diffusione del contagio: l’incidenza settimanale del Covid-19 è arrivata a quota 1000 casi ogni 100 mila abitanti, circa 10 volte il tasso di contagi attuale in Italia e Portogallo, 15 volte quello della Spagna. A Vienna l’incidenza si attesta su 500 casi positivi settimanali, ma in Alta Austria supera 1500 e nella regione di Salisburgo è oltre 1600. Si stima che le cifre reali siano circa due o tre volte più alte.

L’Austria è il Paese che, insieme alla Germania, aveva fronteggiato con successo la prima ondata Covid nel 2020 con 700 morti nei primi quattro mesi di pandemia, contro gli attuali 271 in una settimana e 61 registrati il 17 novembre.
Altrettanto allarmata è la Germania, anche se i numeri sono al momento meno impressionanti: l’incidenza è a un terzo di quella austriaca, ma con punte intorno a 600 casi positivi ogni 100 mila abitanti in BavieraSassonia e Turingia.

In entrambi i Paesi gli esperti ritengono che la crescita possa solo essere frenata ma non fermata […continua]

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Foto pixabay/CC0

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