
Non rallenta in Slovacchia l’onda autunnale di coronavirus Sars-Cov-2, anzi. Il bollettino quotidiano del ministero della Salute cita 6.546 nuovi casi di infezione riscontrati dai test PCR, oltre il 68% dei quali non era vaccinato, e 1.859 test antigenici risultati positivi, quasi il 71% di persone non vaccinate. L’incidenza complessiva ieri è stata del 16,5% di campioni positivi in rapporto a tutti i test eseguiti, ma nel caso dei soli tamponi molecolari l’incidenza è stata del 28,5% su un totale di 22.967 test RT-PCR completati.
La maggior quota di tamponi PCR positivi è stata riscontrata nella regione di Prešov, dove i casi positivi sono stati 1.278, praticamente uno su cinque. Seguono le regioni di Banská Bystrica (950), Košice (933), Žilina (897) e Bratislava (840). In fondo alla lista, con il numero minore di casi, Nitra (411) e Trnava (590). L’incidenza su sette giorni della regione di Prešov è stata di 971 casi ogni 100mila abitanti, di 878 nella regione Žilina, 843 a Banská Bystrica e 789 a Košice.
Ancora un nuovo aumento significativo dei ricoveri, che ieri sono arrivati a 2.532, tutti con COVID-19 confermato e l’80% dei quali non ancora vaccinato o solo con la prima dose. Tra i 445 pazienti ricoverati nei reparti rianimazione degli ospedali slovacchi oltre la metà (230) sono collegati a un ventilatore polmonare.
Per farsi un’idea del ritmo di crescita di questi dati, vale la pena di ricordare che solo sette giorni fa i ricoverati erano 1.890 (+34%) e 1.384 due settimane fa, il 28 ottobre (+82%). Le terapie intensive ospitavano 262 pazienti quattordici giorni fa (+69%) e 323 la settimana scorsa (+37%).
Continua anche il triste conteggio dei morti. Si sono aggiunte ieri 38 vittime accertate per la forma polmonare di COVID-19, e il numero complessivo dei decessi Covid è ora di 13.405.
I monoclonali
Dalla scorsa settimana i pazienti con COVID-19 possono essere curati anche in Slovacchia con anticorpi monoclonali combinati. Il trattamento dovrebbe essere disponibile in 36 centri in tutta la Slovacchia. La combinazione di sostanze monoclonali allevia i sintomi e il decorso grave della malattia. Il gruppo target per l’utilizzo di questa cura sono i pazienti ad alto rischio di età superiore ai 65 anni o le persone con gravi malattie croniche.
(La Redazione)
Foto CDC/Rawpixel CC0

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