
E ci siamo arrivati. Anche il governo slovacco stringe le maglie dei controlli e inaugura minure finora inedite. Del resto la crescita dei casi di infezione per COVID-19 e la situazione sempre più preoccupante degli ospedali non lasciano altra scelta. Nel consiglio dei ministri di oggi si sono dunque prese decisioni importanti, dando un certo ascolto agli epidemiologi che da giorni chiedevano di innalzare le difese contro la diffusione del virus premiando allo stesso tempo chi si è vaccinato. Diventa infatti impraticabile aumentare in breve tempo la quota di persone vaccinate senza stabilire una qualche forma di obbligatorietà.
L’aggiornamento settimanale della mappa Covid del paese mostra un ulteriore sensibile aumento del numero di distretti al più alto livello di rischio. Da lunedì prossimo ben 52 distretti saranno “neri” (allarme di terzo grado) secondo il Covid automat, e altri 19 saranno “bordeaux”. Solo gli otto distretti rimanenti permangono in colore ‘rosso’, lo stato di allerta attualmente di minore gravità, mentre spariscono del tutto i colori più chiari (fino a domenica due distretti sono arancione – Komárno e Šaľa).

Questa situazione ha portato i ministri a prendere una decisione fondamentale, già in vigore in Italia da metà ottobre e ora anche in altri paesi dell’Europa centrale (a partire da Germania e Austria): la necessità di una qualche forma di certificazione per entrare sul posto di lavoro. In pratica un Green pass, anche se non viene chiamato con questo nome ma con la formula slovacca OTP: vaccinati contro COVID-19, guariti o testati negativamente.
Il disegno di legge, che va a modificare alcune leggi in relazione alla terza ondata della pandemia di COVID-19, dovrà ora passare velocemente all’esame del Parlamento, che il governo chiede approvi con procedura legislativa accelerata. Secondo la proposta, anche gli esercizi pubblici e gli organizzatori di eventi potranno richiedere il certificato, con il potere di non far entrare le persone che rifiutano di mostrare la propria identità. Il che significa che ad esempio per andare al ristorante servirà il Green pass.
Chi non è e non vuole essere vaccinato dovrà sottoporsi al test per COVID-19, che farà di sua iniziativa o presso il datore di lavoro ma che dovrebbe essere sempre gratuito. Chi si rifiuta di fare il test sarà sospeso dal lavoro senza salario. Nel disegno di legge si consentono tuttavia accordi diversi tra lavoratori e imprese, ad esempio una compensazione per lo stipendio perso o l’utilizzo di ferie.
Giro di vite anche per chi insulta o aggredisce il personale sanitario, per chi falsifica un certificato Covid o mette in pericolo la fornitura di assistenza sanitaria: sono in arrivo multe fino a 1.000 euro. Infine, il governo vuole equiparare il congedo per malattia pandemica allo stesso livello del congedo per malattia standard a partire dal 1° dicembre. Fino ad ora il congedo per malattia pandemica è stato più favorevole. Il consiglio di esperti ed epidemiologi del governo aveva chiesto che la malattia per chi e a casa o in ospedale con COVID-19 fosse riconosciuta solo a coloro che sono vaccinati.
Il mancato rispetto delle normative COVID-19 darà inoltre il diritto all’ispettore dell’Ufficio di sanità pubblica o agli agenti di polizia di decretare la chiusura di esercizi pubblici. I poliziotti potranno anche chiedere alle persone un certificato di vaccinazione, di guarigione o un test negativo per COVID-19.
Nel corso della riunione di governo non si sarebbe discusso dell’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza solo a livello locale nelle aree della Slovacchia maggiormente colpite da questa terza ondata di COVID-19. La misura era stata ipotizzata dal ministero della Salute nei giorni scorsi. Lo stato di emergenza in Slovacchia è stato abrogato nel maggio di quest’anno, alla fine della seconda ondata del virus. Il ministro del Lavoro Krajniak (Sme Rodina), uscendo dal consiglio dei ministri, ha detto ai giornalisti che si è discusso del fatto che alcune misure potrebbero essere prese negli ospedali, «ma finora risulta che tutto può essere risolto in un modo diverso».
Sulla decisione del governo è intervenuta oggi la presidente Zuzana Čaputová: «Spero che il governo adotti misure audaci e ambiziose che proteggano le persone», ha affermato in una dichiarazione in video, notando che «Oggi abbiamo un numero record di persone infette» e «la situazione è estremamente grave». Di fronte al peggioramento della situazione, «la Slovacchia si è trovata a un bivio in cui devono essere prese decisioni difficili».
(La Redazione)
Foto Navy Medicine CC0

Rispondi