
Dopo un premio importante a Venezia in settembre, il film slovacco di Peter Kerekes “107 Mothers”, in originale slovacco “Cenzorka” si è fatto notare anche altrove. Ha vinto nei giorni scorsi il premio principale quale Miglior film al Festival Internazionale del Cinema dell’Est Europa di Cottbus, in Germania. È inoltre stato scelto dalla Slovacchia come candidato nazionale all’Oscar nella categoria Miglior film straniero.
Il regista Peter Kerekes, che con Ivan Ostrochovský è anche co-sceneggiatore, ci ha messo sei anni a realizzare l’opera, che ha vinto quest’anno il Premio per la Migliore Sceneggiatura alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. A fine ottobre aveva invece ricevuto il Silver Hugo Award nella categoria Miglior regia al Chicago International Film Festival (Chicago IFF), il più antico del Nord America che quest’anno vedeva in giuria anche il regista italiano Gianfranco Rosi.
Il film, uscito in una coproduzione slovacco-ceco-ucraina, è basato sulla storia di una delle carceri femminili nella città ucraina di Odessa, dove Kerekes e Ostrochovský hanno soggiornato per sei anni per fare le riprese. La maggior parte dei protagonisti del film racconta la propria storia.
Sinossi
Irina è una guardia devota nel reparto femminile del carcere n. 74 a Odessa, dove si occupa di più di cento detenute. Lesja, condannata a sette anni per un delitto passionale, è una dei nuovi arrivi in carcere. È incinta del suo primo figlio. Man mano che Lesja si abitua alle regole della vita carceraria, scopre anche che molte delle sue compagne di prigionia hanno subito un destino simile. Le madri con bambini piccoli possono visitarli di tanto in tanto in una parte separata della prigione, dove sono assistite da infermiere e tutori. Ma se la detenuta non trova una casa per il suo bambino dopo il suo terzo compleanno, dovrà mettere il figlio in un istituto, una tragedia per ogni madre e ogni bambino e un compito difficile per Irina che è responsabile del trasferimento dei bambini all’assistenza sociale. Rinchiusa e senza quasi nessuno a cui rivolgersi nel mondo esterno, Lesja deve trovare un modo per evitare che suo figlio finisca in un orfanotrofio.
(La Redazione)

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