
Un annus horribilis per i “dantisti” slovacchi. Dopo la scomparsa del traduttore della Divina Commedia Viliam Turčány, morto a 93 anni prima dell’estate, è dell’altro ieri la notizia del decesso di Miroslav Cipár, pittore accademico, grafico e illustratore deceduto all’età di 86 anni. Tra i suoi ultimi progetti il vasto impianto grafico e illustrativo per la nuova versione slovacca della Divina Commedia uscita nel 2019.
Dopo le scuole dell’obbligo nella sua regione di origine, Cipár ha studiato lingua slovacca e educazione artistica presso la Facoltà di Scienze della Formazione all’Università Comenius di Bratislava. Ha poi ha seguito studi artistici – grafica e pittura monumentale – presso l’Accademia di Belle Arti di Bratislava avendo come professori Vincent Hložník e Petr Matejka. Ha iniziato a lavorare come artista nel 1963 dopo il servizio militare biennale. Vedi una galleria di sue opere nell’archivio artistico della Slovenská národná galéria.
Miroslav Cipár è stato coinvolto nella nascita e di diversi progetti culturali, come la Biennale dell’Illustrazione di Bratislava (BIB) e la Triennale di Insit Art. Ha svolto un ruolo importante anche nel novembre 1989, quando è stato uno dei fondatori del movimento Pubblico Contro la Violenza (VPN) e uno degli attivisti della Rivoluzione di velluto. Sempre nel 1989 ha diretto la sezione cittadina dell’Associazione degli Artisti.

La sua Commedia, una speciale edizione illustrata con le traduzioni di Jozef Felix (1913 – 1977) e Viliam Turčány (1928 – 1921) è un volume imponente di 816 pagine, rilegato e illustrato, e dalle dimensioni generose (200 x 283 mm). Lo stesso artista ha parlato dell’opera di Dante e delle sue implicazioni filosofiche poche settimane fa in una conversazione per l’Istituto Italiano di Cultura.
Nell’anno di uscita il volume ha vinto il premio Libro slovacco più bello del 2019. Lo si può acquistare, a un prezzo non proprio popolare, direttamente sul sito dell’editore qui, oppure qui.
(Red)

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