Per gli “opinion maker” dei paesi V4 il futuro dell’UE sarà differenziato

Secondo i principali risultati dell’ultima indagine di opinione nel sondaggio periodico “Trends of Visegrad European Policy“, gli intervistati di Cechia, Slovacchia, Polonia e Ungheria considerano la Germania un importante partner bilaterale (un trend in calo in Ungheria e Polonia dopo un recente peggioramento delle relazioni) e desiderano che l’UE si espanda ulteriormente a sud e a est. Sono inoltre più fiduciosi per quanto riguarda le relazioni con gli Stati Uniti dopo l’elezione di Biden e sono perlopiù diffidenti nei confronti della Cina.

Il sondaggio semestrale “Trends of Visegrad Foreign Policy”, pubblicato dall’Associazione ceca per gli affari esteri (AMO) in collaborazione con la Konrad-Adenauer-Stiftung, registra periodicamente le opinioni di funzionari pubblici, politici, ricercatori/analisti e giornalisti sul ruolo dei paesi del V4 nell’UE, le istituzioni e il futuro dell’integrazione europea, le politiche dell’UE.

I rapporti bilaterali all’interno dei paesi Visegrad sono considerati buoni o molto buoni, tranne qualche distinguo (come tra Repubblica Ceca e Polonia) e in tutti e quattro i paesi gli intervistati sono convintamente persuasi dei vantaggi di far parte dell’Unione europea. Il coordinamento dei quattro Stati V4 all’interno della UE è considerato come un ottimo successo di questi anni, ma per il futuro prevale l’idea che l’UE andrà verso uno scenario di integrazione differenziata. L’85% degli intervistati pensano che questioni ambientali e climatiche, politica energetica e agenda digitale saranno cruciali per l’UE nei prossimi anni, e di conseguenza anche per la politica dei singoli stati del V4.

Quanto alla politica estera dell’Unione, la maggioranza dei rispondenti qualificati dei quattro paesi Visegrad si aspetta una crescita di importanza della politica estera e di sicurezza comune dell’UE e della sua politica di sicurezza e di difesa comune, arrivando anche a sostenere per la politica estera l’idea di un voto a maggioranza qualificata.

Tra le priorità di Visegrad rimangono l’allargamento dell’UE agli Stati dei Balcani occidentali, nonché a Est, dove persiste la volontà di proseguire lo sviluppo delle relazioni con il Partenariato orientale e un dominante favore tra gli intervistati per le sanzioni alla Russia a seguito dell’invasione della Crimea.

Curioso vedere che dopo Berlino, che tutti i gruppi di intervistati dei quattro Stati Visegrad considerano un partner fondamentale (il 90% collettivamente, l’89% i rispondenti slovacchi), il secondo paese dell’Europa occidentale sia la Francia (ha il consenso del 36% nel V4, del 41% in Slovacchia), e al terzo posto sia l’Italia con appena il 2,22% tra gli Slovacchi e l’8,13% tra tutti i quattro di Visegrad.

(Red)

Foto tetracarbon CC0

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