COVID-19: sensibile peggioramento, ospedali di Martin e Poprad in affanno

Sebbene il ministro della Salute dica che la “situazione è stabile” il peggioramento è visibile sia nel numero di nuove infezioni che nella crescita dei ricoveri. Una fotografia oggettiva è data dal fatto che dalla prossima settimana in Slovacchia rimarranno solo due distretti arancioni (Šaľa e Komárno) e 7 distretti rossi (i cinque di Bratislava, Dunajská Streda e Galanta). Mentre tutto il resto del paese sarà bordeaux e nero (vedi mappa qui sotto), con un significativo inasprimento della vita quotidiana sia per i non vaccinati che per i vaccinati. Peggio va nella parte orientale del paese, dove ci sono più infezioni e meno persone vaccinate. Ad esempio, mentre i non vaccinati a Bratislava sono circa il 40% della popolazione, a Košice sono ben il 60%, un fatto che si riflette nel numero di ricoveri, nettamente superiore a Košice in un rapporto 3:2.

Con l’aumento di pazienti Covid sta aumentando anche la criticità negli ospedali. La situazione è particolarmente difficile nella regione di Žilina, dove ieri il tasso di occupazione dei letti dedicati a pazienti Covid ha raggiunto il 77% (il peggio a Čadca e Martin), e i letti con ventilazione polmonare sono ormai pieni al 97%. Anche l’Ospedale di Poprad ha registrato una forte crescita di ricoveri, soprattutto dopo il weekend di Ognissanti, e oggi tutti i posti letto dedicati a pazienti positivi al Covid sono occupati. Abbiamo già scritto di recente della decisione dell’Ospedale universitario di Košice di sospendere i ricoveri programmati per operazioni chirurgiche non urgenti allo scopo di dedicare il massimo delle risorse ad affrontare l’ondata di ricoveri Covid. Sempre a Košice, seconda città della Slovacchia, il servizio di emergenza locale ha informato di avere aumentato di oltre la metà il numero di interventi per soccorrere pazienti positivi al COVID-19: sono stati 231 gli interventi questa settimana, contro i 148 di quella scorsa.

Proprio oggi l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha espresso “grandi preoccupazioni” per il crescente numero di casi di coronavirus in Europa, che sta preoccupando diversi paesi (in primis Russia, Ucraina e Romania, ma anche paesi più attrezzati come la Germania o l’Austria), e ha stimato che quest’inverno potrebbe aggiungersi un altro mezzo milione di morti per COVID-19.

Nella discussione in corso sulla revisione del sistema di valutazione del rischio per quanto riguarda la diffusione del coronavirus (il famoso Covid automat), oltre alle strutture alberghiere e di ristorazione che nei distretti neri a maggior rischio hanno fortissime limitazioni alla propria attività, si inserisce in queste ore anche l’appello delle organizzazioni turistiche regionali (OOCR), che chiedono al governo una riduzione delle restrizioni nei distretti neri per le persone vaccinate. Altrimenti, dicono, ci si può aspettare un grande esodo dei turisti verso i centri sciistici oltre confine, Austria e Italia in primis, con risultati ancora una volta disastrosi per la stagione invernale, la seconda con il Covid. Tra i 36 distretti che dalla prossima settimana saranno neri ci sono anche Poprad e Liptovský Mikuláš, dove ci sono numerose stazioni sciistiche e servizi turistici tra cui i parchi acquatici e termali. Del resto lo dice anche la rinnovata agenzia governativa per il turismo Slovakia Travel: hotel e strutture turistiche devono restare chiusi nei distretti neri anche per gli ospiti vaccinati e gli stranieri, mentre nei paesi limitrofi i servizi per i vaccinati sono aperti. Dopo una stagione estiva di ripresa, sarebbe un suicidio strangolare la stagione invernale prima che inizi.

Dopo la riunione del governo di ieri, il ministro della Salute Lengvarský ha ammesso che con questi numeri record e un numero di ricoverati con Covid vicino ormai ai 2.000 (il picco fu di circa il doppio in primavera) potrebbe essere necessaria prima di Natale una qualche forma di lockdown. La campagna di copertura vaccinale della popolazione contro il COVIDl-19 da farsi entro l’autunno è infatti stata ampiamente sovrastimata, e l’attuale tasso del 42% di persone con due dosi di vaccino è molto al di sotto degli obiettivi del ministero. Numerosi distretti hanno una quota di ultracinquantenni vaccinati sotto il 60%, e oltre l’80% delle persone che vengono ricoverate non si sono volute vaccinare.

(La Redazione)

Foto Fb Ospedale Univ. Košice

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