Čaputová alla COP26: ascoltiamo i giovani e agiamo subito

Alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Glasgow, la COP26 in corso in queste ore, è presente per la Slovacchia la presidente Zuzana Čaputová, che proprio oggi ha fatto il suo intervento al World Leaders Forum, focalizzato sul fatto che «abbiamo un obiettivo comune: salvare il nostro pianeta», per cui «dobbiamo agire secondo tale obiettivo». Serve dunque ~intensificare i nostri sforzi per ridurre le emissioni e mitigare gli effetti della crisi climatica. Se falliremo, ci troveremo davanti a una irreversibile devastazione del nostro pianeta e dei suoi habitat, di cui inutilmente discuteremo in future conferenze climatiche, ha detto Čaputová.

La presidente slovacca si è fatta portavoce della seria preoccupazione per la crisi climatica delle generazioni più giovani. «È chiaro che sanno che il tempo sta per scadere. E [noi politici] stiamo esaurendo le scuse. Sono lieta che come Unione europea stiamo facendo ciò che è necessario: entro il 2030 ridurremo le emissioni almeno di 55%, entro il 2050 diventeremo il primo continente climaticamente neutro e aiuteremo i paesi in via di sviluppo a fare altrettanto».

Facendo il punto sulla politica ambientale della Slovacchia, Čaputová ha detto che il paese ha diminuito le sue emissioni del 46% rispetto al 1990, e «produciamo già l’80% della nostra elettricità a basse emissioni di carbonio e dal 2023 non utilizzeremo più il carbone per produrre energia». La Slovacchia poi «utilizzerà il 43% del Piano di ripresa per sostenere una transizione verde sostenibile nei trasporti, nell’industria o negli edifici». Inoltre, «nel mio paese, la Slovacchia, il 42% dei giovani è molto preoccupato per la crisi climatica, il 73% pensa che l’umanità non si sia presa cura del nostro pianeta, e due terzi considerano deludenti le misure adottate dai politici per affrontare la crisi climatica. Un recente studio condotto da paesi di tutto il mondo ha mostrato che il 40% dei giovani si chiedono se avere figli a causa della crisi climatica».

Sappiamo bene che questi passi «da soli non saranno sufficienti. Combattere la crisi climatica richiede uno sforzo veramente globale» e come parte del mondo sviluppato «abbiamo una responsabilità speciale» e dunque un obbligo a contribuire tutti – «compresi quegli Stati che non sono venuti a Glasgow». Un riferimento ad alcuni dei maggiori inquinatori come Cina e Russia.

A margine della COP26 la presidente Čaputová ha anche incontrato il principe Carlo e con lui ha discusso di come la Slovacchia e il Regno Unito contribuiscono alla protezione del clima e all’urgenza sentita dai giovani per la crisi climatica. Entrambi hanno convenuto che la necessità di protezione del clima non è solo un costo, ma può anche significare grandi opportunità economiche.

In occasione del summit sul clima ieri e oggi (1 e 2 novembre) diversi edifici a Bratislava vengono illuminati di verde, tra cui il palazzo presidenziale, l’ufficio del governo, il Teatro nazionale slovacco, l’università Comenius, ma anche edifici di Trnava, Trenčín, Žilina, Nitra, Ružomberok, Banská Bystrica, Banská Stiavnica, Košice e il castello di Bojnice.

(Red)

Foto Fb

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