
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Istituto statale per il controllo dei medicinali (ŠÚKL), fino a ieri 28 ottobre sono state segnalate in Slovacchia 8.820 sospette reazioni avverse ai vaccini contro il COVID-19, che corrispondono allo 0,18% delle quasi 4,8 milioni di somministrazioni di dosi antiCovid inoculate finora, il 52% delle quali sono state prime dosi. In altri termini, 18 iniezioni di vaccino ogni milione hanno provocato problemi. Del totale di reazioni inattese, 1.067 casi (il 12%) sono stati considerati gravi (2,2 su 1 milione).
Andando nel dettaglio sul tipo di siero che ha provocato reazioni avverse, per il vaccino Pfizer/BioNTech, il più utilizzato in Slovacchia, sono registrati 584 casi gravi in totale, con effetti come aumento persistente della pressione, situazionio di pre-collasso o collasso, ictus, infarto miocardico, pericardite, crisi ipertensiva, compromissione dell’udito, e alcuni attacchi epilettici tra i pazienti curati per l’epilessia, oltre a tre decessi.
Il vaccino Moderna vede 116 casi di reazioni gravi, quali paralisi temporanea, aumento della pressione sanguigna, trombosi, collasso, perdita di coscienza, embolia polmonare o ictus improvviso, oltre a un decesso.
Il siero AstraZeneca ha provocato 320 reazioni avverse gravi, inclusi tre decessi. Tra gli effetti collaterali si sono visti perdita di coscienza a breve termine, collasso, trombosi, paresi del nervo facciale, embolia polmonare, ictus improvviso, infarto del miocardio o crisi ipertensiva.
Altre 37 reazioni avverse gravi, con perdita di coscienza, collasso, allucinazioni e iperpiressia, sono registrate per quanto riguarda il vaccino monodose Johnson & Johnson. Infine, il vaccino Sputnik ha visto la segnalazione di soli tre casi di effetti collaterali con sierosi, cioè aumento persistente della pressione sanguigna e flebotrombosi. Va detto che in Slovacchia sono state somministrate solo alcune migliaia di dosi di Sputnik, prima che il governo decidesse di rivendere la gran parte delle 200mila dosi acquistate in modo da evitare di arrivare alla data di scadenza.
Dei sette decessi totali, per tre di essi è stato ammesso il possibile nesso causale con la vaccinazione, mentre in tre casi di morte dopo il vaccino AstraZeneca il nesso è giudicato come “probabile”, mentre per gli altri casi sono stati esclusi collegamenti causali con la vaccinazione per il COVID-19, afferma ŠÚKL.
(Red)
Foto Bret Bostok CC0

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