
Secondo una stima del Centro investigativo Ján Kuciak, il governo slovacco ha inviato fino a 24 milioni di euro del programma Prvá pomoc (primo soccorso) per aiuti finanziari durante la pademia a società di comodo. Si tratta di società sospette che non hanno presentato i bilanci e non è chiaro se abbiano o meno dipendenti. Molti di questi enti giuridici sono debitori nei confronti dello Stato per tasse arretrate, e non si trovano evidenze di una loro vera e propria attività. Solo una delle 28 società individuate dai reporter investigativi nel corso di una indagine ha presentato il bilancio per l’esercizio 2020.
I giornalisti che collaborano con il Centro investigativo Kuciak hanno avuto difficoltà a rintracciare le sedi di questi soggetti, spesso ospitati in edifici che affittano “uffici virtuali” con la domiciliazione della sede legale, e trovato che i proprietari sono cittadini stranieri, in genere dei Balcani o della Grecia.
Malgrado questo, hanno ricevuto in questo anno e mezzo sovvenzioni antipandemiche dal Centro per il lavoro, gli affari sociali e la famiglia (ÚPSVaR) di importi paragonabili a quelli di aziende con una storia chiara e un numero elevato di lavoratori dipendenti. Il ministero del Lavoro, cui appartiene ÚPSVaR, non ha spiegato come fosse possibile che queste società abbiano potuto richiedere e ottenere denaro non presentando bilanci e su come funziona il meccanismo di controllo. Una cosa curiosa è che tutte le società individuate dal Centro investigativo hanno presentato richiesta di aiuti e firmato il contratto per i versamenti dei sussidi con l’Ufficio del lavoro di Pezinok, località nella regione di Bratislava, che ha fatto i pagamenti tra giugno e agosto di quest’anno, anche per mesi precedenti a partire da ottobre 2020.
Sui sospetti imbrogli sarebbero già in corso indagini di polizia in collaborazione con la Procura speciale. Si può leggere di più sul sito dell’ICJK. Boris Kollár, leader del partito Sme Rodina che gestisce il ministero del Lavoro, ha detto che il ministro Milan Krajniak sapeva della questione giò in agosto e aveva immediatamente contattato il ministro degli Interni Roman Mikulec (OĽaNO), che ha deferito la questione alla polizia criminale NAKA. Kollár ha inoltre detto che se tutti i sussidi in questione sono stati approvati dall’Ufficio del lavoro di Pezinok non si può escludere che alla base di tutto ci siano tangenti per uno dei dipendenti. L’ex premier Peter Pellegrini, capo del partito Hlas-SD, ha dichiarato che è possibile fare degli errori, ma 24 milioni sono una somma enorme che non può passare sotto silenzio. Ha dunque chiesto che l’intero processo di assegnazione dei fondi nell’ambito dell’assistenza pandemica sia oggetto di una appronfondita indagine da parte della Corte dei conti (NKÚ), cui ha inviato una lettera. Pellegrini ha anche invitato il ministro del Lavoro Krajniak e il Ministro delle Finanze Igor Matovič (OĽaNO) a pubblicare un elenco dei maggiori destinatari di sussidi pandemici.
(La Redazione)

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