Scomparsa Edita Gruberová, era la leggenda dell’opera slovacca

È morta ieri a Zurigo la nota cantante lirica slovacca Edita Gruberová. Vera diva dell’opera slovacca nel mondo, aveva 74 anni. La sua carriera di soprano divenne luminosa interpretando soprattutto opere in lingua tedesca di Mozart e Strauss, lavorando a lungo a Vienna ma anche con frequenti passaggi alla Scala.

«Come tutte le primedonne assolute portava con sé quel tanto di stravaganze e di esagerazione, che la faceva unica ed irripetibile e che le donava un irresistibile carisma», scrive oggi il sito l’operaonline.com, che prosegue: «Ogni suo comparsa sul palcoscenico era oggetto di fanatismo, i suoi concerti si sono trasformati in vere e proprie convention dei cultori del belcanto, con schiere di accaniti ammiratori, ma anche di detrattori feroci. Come le autentiche regine, ha trionfato sui suoi nemici e ha raccolto il plauso degli amici. Sicura di sé e dei suoi mezzi, dimostrava ogni volta che la musica era lei, sia che intonasse un Lied di Schubert sia che si lanciasse nella cavatina di Linda di Chamounix».

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Una carriera di grandi successi

Nata a Bratislava nel 1946 da madre ungherese e padre di ascendenze tedesche, compì i suoi primi studi musicali al Conservatorio di Bratislava e in seguito all’Accademia di arti musicali e dello spettacolo (Všmú) sempre a Bratislava. Dopo un’infanzia difficile («Ho sempre cercato conforto nel canto – piaceva anche a mia madre – ho ereditato la sua voce da lei», diceva), entrò nel famoso gruppo folcloristico Lúčnica durante gli studi.

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Debuttò nel 1968 al Teatro dell’Opera a Bratislava come Rosina nel Barbiere di Siviglia, per poi essere ingaggiata a Banská Bystrica come solista dove rimase fino al 1970. Comincia nel 1970 ad affacciarsi sulla scena internazionale, al Wiener Staatsoper debuttando nel Flauto Magico, nel ruolo della Regina della Notte che Gruberová ha interpretato sessanta volte sul palco viennese nel corso della sua carriera. Nel 1973 veste i panni di Zerbinetta in Ariadne auf Naxos, il suo ruolo di maggior successo in carriera ricoperto 96 volte allo Staatsoper.

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Lasciata la Cecoslovacchia nel 1973, cominciò la vita errabonda di soprano di calibro, invitata nei maggiori teatri del mondo soprattutto per ruoli di coloratura. Debuttò al Metropolitan di New York nel 1977, alla Scala nel 1978, alla  Royal Opera House di Londra nel 1984, al al Liceu di Barcellona nel 1987, alla Fenice di Venezia nel 1990. Si affiancano ai teatri anche le sue partecipazioni a importanti festival d’opera, tra cui Salisburgo e Glyndebourne, i numerosi recital (molti alla Scala) e la diversificata discografia.

Ricevette diversi premi, tra cui il prestigioso Herbert von Karajan Music Prize a Baden-Baden, e fu accolta come membro onorario dell’Opera di Stato di Vienna. Nel 1997 il presidente slovacco la insignì della Doppia Croce bianca di secondo grado.

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Ha concluso la sua carriera cinquantennale di soprano nel 2019, dando definitivamente il suo addio alle scene operistiche alla fine del 2020. Voleva chiudere con due apparizioni al Teatro di Stato di Košice, nell’opera Roberto Devereux di Donizetti, appuntamenti che però sono stati annullati a causa della pandemia di coronavirus.

Emozione per la sua scomparsa

La sua scomparsa ha suscitato grande emozione nel pubblico e tra i colleghi. Il coetaneo José Carreras, anch’egli leggenda vivente, l’omaggia in un post sui social definendola «legendary coloratura soprano» e pubblica i link di due perfomance insieme di quarant’anni fa nella Lucia di Lammermoor e nella Traviata.

Il tenore Peter Dvorský, che con Gruberová ha lavorato in tre opere, ha detto che «cantare con lei è sempre stata una bella festa». Con la sua voce emetteva «una strana energia», e «quando cantava era come una bambina che gioca con un giocattolo», felice e spensierata, «tutti avevano qualcosa da imparare da lei». La soprano Adriana Kučerová ha ricordato che tutti i cantanti d’opera la ammiravano, ed era «una delle più grandi ispirazioni per un soprano di coloratura».

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«Il Teatro alla Scala piange in Edita Gruberová, un’artista di miracoloso talento che si è fatta amare dal pubblico conquistato dalla sua musicalità e sbalordito dall’immacolata precisione della sua coloratura quanto dai colleghi e dai lavoratori dei teatri in cui si è esibita», recita un post pubblicato ieri su Facebook a notizia fresca dal Teatro alla Scala, che ne ricorda le tappe salienti della carriera incluso il debutto nel teatro milanese nel 1978 «in un allestimento leggendario: Die Entführung aus dem Serail di Mozart con la regia di Giorgio Strehler». Ancora nel 1987 ritornò per l’inaugurazione della stagione come «Donna Anna nel Don Giovanni di Mozart diretto da Riccardo Muti con la regia di Giorgio Strehler».

Il Teatro La Fenice la chiama «una delle stelle più fulgide del nostro firmamento», e il Maggio Musicale Fiorentino ha deciso di dedicare la prima di Rigoletto alla memoria di Edita Gruberová.

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Commozione anche tra le istituzioni. La presidente Zuzana Čaputová ha dichiarato che la voce di Edita Gruberová «rimarrà con noi per sempre». È stata una delle migliori soprani al mondo, «il pubblico impazziva per lei a Monaco come a Bruxelles, a Vienna, al Metropolitan e alla Scala», ha ricordato Čaputová. «Diceva che il suo destino era servire un genio, Mozart, Bellini, Schubert o Donizetti. Oggi il suo servizio è terminato. Grazie per la Regina della Notte, per Zerbinetta, grazie per Norma», ha affermato la presidente.

A ricordare Gruberová anche il ministro degli Esteri Ivan Korčok, che pochi mesi fa le ha conferito personalmente il premio Goodwill Ambassador: «Se n’è andata una personalità che ha conquistato le più importanti scene operistiche di tutto il mondo con il suo eccezionale talento e maestria», ha scritto il ministro su un social network. Sempre quest’estate aveva ricevuto il Premio del Ministro della Cultura per il contributo straordinariamente significativo alla vita culturale e artistica slovacca e mondiale.

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La televisione pubblica RTVS commemorerà la diva slovacca in una trasmissione sul canale Dvojka oggi – martedì 19 ottobre alle 22:05 – nel programma Anjeli strážni e venerdì 22 in tarda serata (22:45) con un concerto di Gruberová registrato nel Duomo di San Martino.

(La Redazione)

Foto culture.gov.sk

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