Ex ministro delle finanze accusato di corruzione

L’attuale governatore della Banca centrale slovacca Peter Kažimír, già ministro delle Finanze per due  mandati, è stato accusato di corruzione per una presunta tangente di 50.000 euro arrivata a František Imrecze, allora a capo dell’Amministrazione finanziaria, l’agenzia delle entrate e delle dogane slovacca.

Kažimír, 53 anni, per sette dei quali (2012-2019) a capo del dicastero delle Finanze del governo slovacco per conto del partito Smer-SD, con cui nel 2006 era stato eletto deputato e di cui è stato per un decennio uno dei vicepresidenti. Dal giugno 2019 è passato alla guida della Banca nazionale. Nel 2017 si era candidato alla carica di presidente dell’Eurogruppo, ritirandosi dalla gara prima che il posto venisse occupato da Mario Centeno, e nel 2018 la rivista The Banker lo aveva nominato “miglior ministro delle Finanze d’Europa”.

È accusato dall’ufficio della Procura speciale di aver fatto da mediatore per una tangente di 50mila euro per František Imrecze, allo scopo di accelerare un procedimento fiscale. Un caso in cui il governatore rischia fino a 5 anni di carcere se giudicato colpevole. Il pubblico ministero dell’ufficio della Procura speciale ha incriminato Kažimír l’8 ottobre, ma a parte il reato non si conoscono al momento ulteriori dettagli. Avrebbe raccontato il fatto agli investigatori lo stesso Imrecze, da tempo in custodia cautelare in carcere per altri casi di corruzione e collaboratore della polizia come “pentito”.

Kažimír nega ogni addebito e si dichiara innocente. Un paio di mesi fa era finito coinvolto in un altro caso trattato dalla Procura speciale, in cui si indaga su un presunta accusa di corruzione presso il ministero delle Finanze durante il suo mandato di ministro. Imrecze avrebbe testimoniato che Kažimír ha chiesto all’imprenditore Michal Suchoba una commissione del 5% del prezzo del progetto di registratore di cassa virtuale eKasa per confermare l’uso della tecnologia presso l’Amministrazione finanziaria.

Diversi politici e personaggi della vita pubblica chiedono a Kažimír un passo indietro per questione di opportunità, anche se gli riconoscono la presunzione di innocenza. In particolare è la coalizione di governo a spingere per le dimissioni, anche facendo l’esempio recentissimo del cancelliere austriaco Kurz. Anche la presidente Čaputová ha dichiarato che se si fosse trovata nella situazione di Kažimír avrebbe preso in seria considerazione la possibilità di dimettersi dall’incarico per la tutela del nome dell’istituzione che ora rappresenta.

Dal canto suo, il governatore afferma di non aver fatto niente di male, e sta studiando le carte che lo accusano, ma non intende lasciare il posto. Molti, tuttavia, anche tra gli osservatori imparziali, dicono che l’accusa è piuttosto curiosa, e che non si capisce bene perché Kažimír avrebbe dovuto far pagare una bustarella a un suo subordinato. Di recente anche il ministro degli Interni Roman Mikulec del partito OĽaNO è finito nella rete di Imrecze, che in una registrazione audio cita una bustarella di 100mila euro ricevuta dal ministro quando era a capo dell’Intelligence militare durante il governo di Iveta Radičová (2010-2012).

(La Redazione)

Foto EU2016SK CC0

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.