
Nella riunione di ieri del consiglio dei ministri è stata approvata la riforma della rete ospedaliera, come proposta dal ministero della Salute guidata dal ‘tecnico’ Vladímir Legvarsky, medico e generale delle Forze armate, già direttore dell’Ospedale militare centrale di Ružomberok, nominato a capo del ministero dal partito OĽaNO.
Secondo la proposta del ministero, non c’è l’intenzione di chiudere nessun ospedale, ma si vuole riclassificarli in cinque categorie per ottimizzarne l’utilizzo e ottenere un minor numero di morti evitabili, una maggior protezione della salute e migliori condizioni per il lavoro del personale sanitario. Una condizione, quest’ultima, che è considerata da più parti necessaria per ottenere una stabilizzazione del personale medico e infermieristico, e cercare di trattenerlo in Slovacchia.
La prima trasformazione avverrà nel 2024, ha spiegato il ministro Legvarsky, ammettendo che fino ad allora ci sarà «spazio sufficiente per discussioni sul campo» e modifiche operative «a beneficio di pazienti e medici, infermieri e altri operatori sanitari». L’elenco definitivo degli ospedali non è quindi ancora completo. Gli ospedali determineranno, in base al livello, cosa devono fare e quali condizioni devono soddisfare, come ad esempio il materiale e le attrezzature tecniche che devono avere sempre pronti. Verranno stabiliti dei tempi massimi di attesa e dei criteri di qualità, che verranno valutati e pubblicati annualmente.
Il ridisegno della rete di ospedali, che è stata più volte tentata dai precedenti governi (l’ultima dall’esecutivo di Pellegrini ed è costata il posto al ministro) e ha l’obiettivo di aumentare la qualità dell’assistenza ospedaliera, fa parte di una più ampia serie di riforme nel settore per un 1 miliardo di euro, che sarebbe il maggiore investimento nella sanità nella storia della Slovacchia indipendente.
La riforma della rete ospedaliera è una parte fondamentale del Piano di ripresa e resilienza della Repubblica Slovacca, ed è la prima di una serie di altre riforme supportate dal Recovery Plan nei prossimi 6 anni, che porteranno a un rinnovamento completo del sistema sanitario slovacco, afferma il ministero della Salute. A questa seguiranno la riforma del settore ambulatoriale, dell’assistenza per pazienti acuti, del follow-up e dell’assistenza a lungo termine, nonché dalla riforma dell’assistenza sanitaria mentale.
Il primo ministro Eduard Heger (OĽaNO) afferma che la riforma sanitaria introdurrà significativi miglioramenti alla qualità dell’assistenza ai malati e della prevenzione. Il miliardo di euro a disposizione nell’ambito del Piano di ripresa, ha detto Heger, è destinato alla costruzione di nuovi ospedali e alla ricostruzione di quelli esistenti.
Non tutti però nella coalizione sono concordi. I ministri che rappresentano il partito Sme Rodina non hanno votato a favore perché non hanno ricevuto garanzia al 100% che nessun ospedale sarà chiuso. «Non voteremo a favore se questa legge sarà presentata come un assegno in bianco», ha detto oggi il leader Boris Kollár, riferendo che molte persone dalle regioni si rivolgono ai politici del suo partito perché preoccupati.
Dal canto suo, il ministro dell’Economia e leader del partito Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik dice di nutrire alcune riserve sul disegno di legge, ma pensa che gli ultimi ritocchi si potranno aggiungere in Parlamento.
Il partito di opposizione Hlas-SD crede che la riforma non sia sistematica e che metta a rischio 1,5 miliardi di euro che i pazienti slovacchi riceveranno dal Piano di ripresa. La riforma, obietta il partito, non tiene conto di un tema importante come l’accessibilità dell’assistenza sanitaria. «Questo governo vuole chiudere di fatto 22 ospedali regionali e dichiara ufficialmente di voler chiudere il 38% di tutti i posti letto per acuti, ovvero 10.729 posti letto», ha detto di recente il vicepresidente di Hlas ed ex ministro della Salute Richard Raši. Gli ospedali che verrebbero fortemente ridimensionati (tra i quali figurerebbero quelli di Malacky, Komárno, Veľký Krtíš, Dolný Kubín, Liptovský Mikuláš, Rimavská Sobota, Zvolen, Brezno, Kežmarok e Levoča) costringerebbero decine di migliaia di slovacchi a spostarsi in ospedali più grandi a maggiore distanza da casa.
La riforma dovrà passare l’esame del Parlamento, e se approvata potrà entrare in vigore l’anno prossimo.
(La Redazione)
Foto Sergio Santos cc by

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