
La presidente Zuzana Čaputová e il primo ministro Eduard Heger hanno discusso lunedì a Palazzo Grasalkovič dell’attuale situazione all’interno delle forze di sicurezza. In seguito, Čaputová ha visto il capo del partito di opposizione Smer-SD Robert Fico, e ha in programma dei faccia a faccia anche con il presidente del Parlamento e leader di Sme Rodina Boris Kollár e uno con Peter Pellegrini, presidente del partito extraparlamentare Hlas-SD che da tempo è in testa nei sondaggi come potenziale prima formazione politica in caso di elezioni. L’intenzione della presidente è trovare dei punti in comune con le diverse forze della coalizione e dell’opposizione per una soluzione al trambusto che da mesi sconvolge la direzione della polizia, le diverse branche tra cui l’anticrimine NAKA e i servizi segreti, in modo da cercare di calmare anche la preoccupazione nella società in Slovacchia.
Uscendo dal palazzo presidenziale, Robert Fico ha detto di aver portato una serie di messaggi per dimostrare come stia aumentando la rabbia nell’opinione pubblica. E ha accusato l’inerzia della presidente della Repubblica di fronte alla “distruzione dello stato di diritto” e alla “vergognosa sottomissione del diritto penale” alle mire politiche della coalizione al governo. Fico ha fatto presente che con questa situazione in corso il partito Smer intende organizzare diversi raduni di protesta in ottobre e novembre. Dopo il diniego del precedente referendum per elezioni anticipate, ritenuto anticostituzionale, Fico ha promesso a breve di portare a Zuzana Čaputová altri due quesiti referendari per sottoporglieli prima di renderli pubblici e lanciare una nuova campagna di firme.
Anche il Consiglio di sicurezza slovacco ha discusso nei giorni scorsi della situazione nelle forze dell’ordine, e ha deciso di istituire un gruppo di lavoro per il ripristino della fiducia nello stato di diritto. Il gruppo ha già avuto un primo incontro e sono uscite alcune proposte per migliorare il funzionamento dei tribunali, della polizia e dell’istituto del pubblico ministero. Al gruppo tuttavia non ha partecipato il partito Sme Rodina, che è contrario all’azione della coalizione per modificare il paragrafo 363 del codice di procedura penale, e diverse alte istituzioni come la Corte costituzionale e la Corte suprema.
Ieri la presidente Čaputová ha tenuto per la seconda volta in cinque anni un discorso al Parlamento riunito in plenaria sullo Stato della Repubblica. Ha sferzato tutte le forze politiche, nessune esclusa, per il livello del dibattito politico, che ha raggiunto il suo minimo storico e riservato una ampia parte delle sue critiche alla gestione della pandemia da parte del governo, oltre che al modo di comunicare con l’opinione pubblica usato in questo anno e mezzo di mandato.
(Red)
Foto prezident.sk

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